300 interviste per studiare gli stili di vita dei modenesi

Trecento interviste telefoniche per studiare gli stili di vita dei modenesi. Saranno realizzate dall’Azienda USL di Modena nell’ambito dell’indagine “Passi per l´Italia: progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia”, guidata a livello regionale dall’Assessorato alla Sanità della Regione Emilia-Romagna e a livello nazionale dall’Istituto Superiore di Sanità. L’obiettivo è raccogliere informazioni e avere quindi maggiori elementi per orientare le iniziative di prevenzione e valutare l’efficacia degli interventi sanitari.


Svolge qualche attività fisica per almeno 10 minuti? Quando lavora, per quanto tempo si trova in un ambiente chiuso? Quante volte mangia la frutta in un giorno? Quante volte beve succhi di frutta confezionati? Quando è stata l’ultima volta che ha fatto un test per la ricerca del sangue occulto? Sono alcune delle domande che saranno poste nel corso di brevi interviste (10-15 minuti) al campione di cittadini di età compresa tra 18 e 69 anni. Nella nostra provincia all’indagine nazionale è stata aggiunta una serie di domande riguardante gli infortuni domestici.

Ai trecento modenesi selezionati è stata inviata una lettera, che riceveranno proprio in questi giorni, per spiegare l’iniziativa e chiedere la disponibilità a prestarsi all’intervista. Nei prossimi giorni saranno contattati telefonicamente da operatori sanitari del Dipartimento di Sanità Pubblica. Sono stati informati anche i medici di famiglia e i sindaci dei 47 comuni della nostra provincia. La privacy delle persone intervistate è rigorosamente garantita.



L’importanza dell’indagine deriva dalla mancanza di informazioni sulla diffusione dei principali fattori di rischio per le principali malattie (quelle cardiovascolari e i tumori).

In particolare, non è nota l’adesione a stili di vita corretti, come ad esempio svolgere attività fisica regolare. L’attività fisica moderata e regolare gioca un ruolo importante nell’influenzare l’aspettativa di vita: si stima che riduca di circa il 10 per cento la mortalità per tutte le cause. Per le persone attive, inoltre, è notevolmente ridotto il rischio di andare incontro a patologie di tipo cardiovascolare, ictus ischemico, diabete e tumori. Allo stesso modo sono preziose le informazioni riguardanti l’alimentazione, il fumo di tabacco, il consumo di alcolici, l’uso regolare delle cinture di sicurezza o la partecipazione agli screening oncologici (pap-test, mammografia, ricerca del sangue occulto fecale). E’, quindi, evidente quanto sia indispensabile la conoscenza di tali informazioni per programmare interventi mirati e più efficaci.