A Sassuolo una rassegna di Dama Bianca Teatro

Dama Bianca Teatro organizza una rassegna teatrale dal titolo ‘Il sentimento di una maschera‘; una rassegna composta da nove appuntamenti, tra spettacoli e incontri con attori, raccolti attorno al tema della ‘maschera’ e, più in generale, del ‘mascheramento’.


La rassegna prenderà il via il 18 maggio e, a seguire, svolgendo una programmazione continuativa il sabato e la domenica, fino a metà giugno; alle ore 21 presso il teatro della Casa nel Parco.

Marco Manchisi, direttore artistico di Dama Bianca Teatro, autore, regista ed attore napoletano, in attività dal 1977, formatosi nella compagnie teatrali di Antonio Neiwiller e Leo De Bernardinis, collaboratore tra gli altri di Renato Carpentieri, Tony Servillo, Mario Martone, Gabriele Salvatores, Ermanno Olmi, Antonietta De Lillo, Francesco Rosi e Luca De Filippo, porta avanti sul territorio un’attività laboratoriale e di produzione di spettacoli dal 1994 e, dalla stagione teatrale in corso, grazie al contributo dell’Amministrazione Comunale, gestisce con Sonia Cappellini questo rinnovato spazio – teatro.

La rassegna, che nasce dalla naturale evoluzione di un laboratorio iniziato ad Ottobre è una riflessione scenica, dalla maschera della commedia dell’arte alle sue possibili contaminazioni moderne, propone un calendario di appuntamenti estremamente vario e ricco di artisti tra cui Riccardo Zinna, Marco Sgrosso, Elena Bucci e Vincenza Modica.

Il 18 maggio alle ore 21 si terrà lo spettacolo d’apertura, ad ingresso libero, dal titolo ‘Patanostrada, strade‘ che vedrà protagonista la maschera inventata da Stefano Rota in uno stravagante e divertente monologo che possiamo definire di “teatro popolare”, su un tema assai attuale come la migrazione intesa come diritto e necessità.

Da sabato 21 inizia la programmazione con cadenza settimanale, con lo spettacolo “Una giornata particolare” di e con Massimo Greco: un racconto esilarante che alterna momenti di teatro di narrazione a spunti di puro cabaret senza mai perdere di vista la dimensione poetica del raccontare. Da non perdere lo spettacolo – conferenza di Ferruccio Soleri, straordinaria presenza, incarnazione dell’Arlecchino, artista legato ad una cultura alta del teatro contemporaneo che attinge da Goldoni e che ancora oggi porta in scena uno spettacolo firmato da Giorgio Strehler con la stessa dedizione con la quale nel 1947, al Piccolo Teatro di Milano, iniziò la sua particolarissima carriera rimasta magicamente legata a questa rappresentazione.