Bologna: preoccupazione per settore bieticolo-saccarifero

Il Consiglio provinciale ha espresso unanimemente la preoccupazione che il settore bieticolo-saccarifero possa subire un forte arresto a causa del progetto di riforma del comparto presentato dalla Commissione europea, in un ordine del giorno presentato dalla III Commissione consiliare e illustrato dalla sua presidente, Anna Pariani.


Tale arresto – afferma il documento – coinvolgerebbe l’intero nostro Paese e, in particolare, la provincia di Bologna che, con 20.000 ettari di superficie coltivata, è leader del settore in Italia. Nel nostro territorio sono inoltre presenti due zuccherifici: Coprobi di Minerbio e Sfir di San Pietro in Casale che associano circa 3.500 aziende agricole.

Le proposte di riforma in questione prevedono, tra l’altro:
– una quota unica europea della produzione di zucchero che in quattro anni sarà ridotta da 17,4 a 14,6 milioni di tonnellate;

– la possibilità di trasferimento delle quote tra Stati membri;
– tagli in 3 anni del premio di sostegno alla produzione del 33%;
– riduzione del prezzo minimo delle barbabietole da 43,6 a 27,4 € per tonnellata con un calo del 37%;
– la compensazione, solo al 60%, delle perdite dei bieticoltori attraverso un pagamento “disaccoppiato” in base alla media produttiva 2000 – 2002 e con un piano di riconversione per gli zuccherifici che cessano l’attività che prevede un aiuto di 250 € a tonnellata.
L’applicazione di tali misure, continua l’ordine del giorno, comporterebbe la fine della bieticoltura italiana, tenuto conto che già ora solo i costi energetici per la sua lavorazione sono superiori del 10% alla media europea e i costi di trasformazione, nel complesso, superano del 50% quelli francesi e tedeschi, con rese produttive di saccarosio inferiori alla media degli altri paesi.


Il documento invita perciò il ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno a:
– “indicare al più presto una strategia per tutelare gli interessi nazionali in sede comunitaria nel momento in cui si andrà a definire la riforma del settore;

– stabilire al più presto un piano bieticolo-saccarifero nazionale ed un piano industriale del settore che renda più autorevole il Governo italiano nella negoziazione con Ue;

– individuare tutte le strategie possibili per un rilancio del comparto, avendo consapevolezza dell’importanza che esso riveste per il mondo della produzione agricola, per l’industria saccarifera e per i servizi connessi, con riflessi sull’intera economia nazionale.”


L’assessore all’agricoltura, Gabriella Montera – intervenendo sull’argomento – ha inoltre illustrato i contenuti di una lettera inviata al ministro dell’Agricoltura Gianni Alemanno dalla Commissione agricoltura e sviluppo rurale Upi (Unione Province d’Italia) Emilia-Romagna, di cui la Montera è presidente, e controfirmata dall’assessore regionale, Guido Tampieri, nella quale si chiede di “conferire al negoziato il rilievo che si riserva alle questioni di prioritario interesse nazionale.”