Modena: Filling Systems, sciopero contro licenziamenti

Si terranno lunedì prossimo 9 maggio le prossime due ore di sciopero proclamate, unitamente alla Rsu, da Fim-Cisl e Fiom-Cgil alla Filling Systems, l’azienda modenese che produce impianti per l’imbottigliamento e che ha aperto la procedura per licenziare 20 dei suoi attuali 36 dipendenti.

Lo sciopero di lunedì fa parte di un pacchetto complessivo di otto ore di astensione dal lavoro, le prime due delle quali si sono svolte ieri pomeriggio e sono state accompagnate da un presidio di protesta organizzato davanti all’azienda. La Filling Systems, che fa parte del gruppo CMS di Marano sul Panaro (MO), motiva la richiesta dei licenziamenti con la difficile situazione economica e il ridimensionamento dei volumi produttivi. Uno scenario che Fim-Fiom e Rsu chiedono di fronteggiare con strumenti alternativi. «Stiamo cercando soluzioni negoziali concordate, anche attraverso contratti di solidarietà, per salvaguardare il maggior numero di posti di lavoro, visto che – sottolineano i sindacati metalmeccanici – già un anno fa l’azienda ha messo in mobilità una decina di dipendenti senza risolvere i suoi problemi. Purtroppo la Filling Systems, assistita dall’Unione Industriali di Modena, ha di fatto respinto ogni nostra proposta sull’utilizzo di strumenti alternativi, senza nemmeno entrare in un confronto di merito sulla loro praticabilità».

Fim e Fiom di Modena sono preoccupate anche per il piano industriale presentato dall’azienda, giudicato debole e privo di elementi concreti che possano offrire prospettive di continuità dell’attività produttiva, al di là degli auspici e delle speranze. Ricordiamo che la Filling Systems aveva rilevato anni fa l’ex Vir Mauri, un’azienda metalmeccanica che era arrivata ad avere un centinaio di dipendenti e che è poi fallita dopo essere passata anche attraverso un periodo di amministrazione controllata. Anche per questo i sindacati metalmeccanici intendono opporsi ai licenziamenti annunciati e stanno cercando di far superare alla direzione aziendale, e all’Unione Industriali che la rappresenta, le pregiudiziali fin qui dimostrate, per verificare congiuntamente la percorribilità di strumenti alternativi al fine di trovare una soluzione positiva alla vertenza.