Emilia R.: 50% operai metalmeccanici dal sud

Su 7.000 addetti di 14 aziende del
settore metalmeccanico dell’Emilia-Romagna oltre un terzo (2.440) proviene dal sud, e la quota supera il 50% se vengono esclusi gli impiegati. E’ questo il primo dato che emerge dalla ricerca ‘Da sud a nord: l’immigrazione interna nelle aziende metalmeccaniche dell’Emilia-Romagna’, realizzata dalla Fiom regionale, e che sottolinea come l’immigrazione dal sud non si sia mai fermata e si sia anzi intensificata a partire dal 1995.


Fra le 14 aziende della regione, tra cui ‘Ferrari’ e ‘Lamborghini’, e’ stato distribuito un questionario ai lavoratori meridionali che li interrogava sulle caratteristiche sociali e biografiche, sulle cause della migrazione, sulla condizione di vita e lavoro, sul canale di assunzione, sul rapporto col sindacato e sulle prospettive future. A rispondere sono stati in 294 (solo l’11% donne) e la raccolta dei questionari e’ durata poco piu’ di una anno, da ottobre 2002 a novembre 2003.

L’indagine, pubblicata dalla ‘Franco Angeli Editore’, ha posto in evidenza diverse tendenze, ha continuato Davide Bubbico, tra cui ”il persistere di una emigrazione nella emigrazione”: i 2/3 degli intervistati appartiene infatti a famiglie gia’ interessate dal fenomeno. Si sono inoltre diversificati i motivi per il trasferimento al nord, non solo piu’ la ricerca di lavoro, ma anche il desiderio di compiere nuove esperienze, di migliorare la qualita’ della propria vita e di trovare maggiori possibilita’ di crescita professionale. I lavoratori che considerano la migrazione come medio-lunga sono circa il 60%, mentre il 30% farebbe immediato ritorno in caso di una buona possibilita’ di impiego.

Gli ostacoli alla permanenza in regione sono causati principalmente dalla disponibilita’ e dai costi delle abitazioni e dal costo della vita in generale, e non tanto dai problemi che riguardano la sfera del lavoro, dato che piu’ del 60% lo considera, dal punto di vista professionale, ‘molto o abbastanza qualificato’, ed esprime una valutazione ‘discreta o buona’ sulle condizioni del lavoro stesso.

I canali di assunzione sono essenzialmente tre: segnalazione diretta all’azienda (23,8%), parente o amico gia’ dipendente (36,8%) e agenzie di lavoro interinale (21,4%), con una tendenza che vede negli ultimi anni una parziale modificazione con l’aumento del peso ricoperto da queste ultime.