Droga: come appare sulla stampa emiliano-romagnola

Di droga trattano soprattutto articoli di cronaca nera, spesso differenziando in modo chiaro le sostanze (droghe “pesanti” e droghe “leggere”), mentre vi è una scarsa attenzione per la politica di riduzione del danno, le scelte di intervento sociale e l’attività dei servizi pubblici (Sert) e del privato sociale (comunità, unità di strada e bassa soglia), nonostante si sia in presenza in Emilia-Romagna di una attività di carattere avanzato e di una rete di servizi e comunità assai articolata.


Sono alcuni dei risultati della ricerca condotta da un’équipe coordinata da Piero Ignazi, docente alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Bologna, presentata oggi a Bologna presso la Sala stampa della Regione Emilia-Romagna da Mila Ferri del Servizio regionale pianificazione e sviluppo dei servizi sociali e socio-sanitari, dal presidente del Forum Droghe Franco Corleone e dal responsabile della ricerca Ignazi.



Lo studio parte dalla constatazione che la percezione sociale del fenomeno “droga” è un tema particolarmente rilevante e che il ruolo che gioca la stampa nella costruzione di stereotipi, nella conferma o meno di luoghi comuni o nella capacità di far emergere dati per un giudizio razionale, è addirittura scontato.


La ricerca ha quindi preso in considerazione le testate della regione e le edizioni locali dei quotidiani sia a diffusione regionale che nazionale (come la Repubblica, il Resto del Carlino e l’Unità). Il periodo considerato copre nove mesi, dal 1° gennaio 2004 al 30 settembre 2004. Per ogni testata sono state passate in rassegna le pagine di cronaca e sono stati censiti tutti gli articoli che contenessero un riferimento al termine droga o equivalenti (comprese le metafore come neve, polvere bianca, fumo ecc.) o a indicazioni di sostanze specifiche.

L’analisi si è concentrata sull'”immagine” che la stampa regionale fornisce del fenomeno sia in termini quantitativi (quanto spazio? quanta rilevanza?) che qualitativi (quale accuratezza terminologica? quali associazioni con altri termini?).



La ricerca ha messo in luce che la droga occupa una parte tutt’altro che irrilevante della cronaca locale in Emilia-Romagna: 2422 pezzi in nove mesi nei 18 quotidiani censiti forniscono un ordine di grandezza significativo. La droga, inoltre, non occupa uno spazio irrisorio. In termini di dimensione (espresso in cmq), di colonne, di fotografie a corredo dell’articolo, e di titolazione completa di occhiello e sommario, gli scritti sulla droga conquistano un certo rilievo nei giornali con una media di 101 cmq, di 2,6 colonne e di 1,5 foto per articolo.

La cronaca che viene riportata rifugge, nella grande maggioranza dei casi, dai toni allarmistici e anche la titolazione riflette, con percentuali elevatissime, il contenuto degli articoli. Di droga si parla ormai con notevole precisione terminologica; l’accuratezza con la quale si distinguono le sostanze va da un massimo dell’82% ad un minimo teorico del 70%. Quando si citano le varie sostanze, solo nel 18% dei casi si fa una indebita commistione tra droghe leggere e droghe pesanti. E, comunque, sono di gran lunga le droghe pesanti a riempire le cronache.


Infine, il “tema droga” emerge dalle cronache come un fenomeno criminale più che sociale. In più del 50% dei casi il termine droga è connesso a quello dello spaccio. Quando entra nelle pagine dei giornali è, quindi, perché intervengono le forze dell’ordine in occasione di spaccio o di traffico, spesso in connessione con la criminalità organizzata.


L’aspetto sociale, visto dal lato della “domanda”, vale a dire di chi ne fa uso, ha invece un ruolo molto limitato; e altrettanto si può dire per le strutture assistenziali e di recupero e per gli approfondimenti sul tema. Ad esempio, il tema “riduzione del danno” è citato solo in 12 casi su 2422, mentre solo 116 articoli (il 4,7% del totale) parlano di “recupero”.