Scuola: oltre 200 studenti a tradurre da greco e latino

C’è chi si è confrontato con il “De officiis” di Cicerone e chi con le “Elleniche” di Senofonte, chi con il “Nicocle” di Isocrate, chi con Fedro o Aulo Gellio. Sono stati ben 213 i liceali dei primi quattro anni di corso provenienti dagli istituti del territorio modenese a partecipare nei giorni scorsi al Certamen Carolinum, la gara di traduzione dal greco e dal latino che si svolge, con il patrocinio della Provincia, al liceo classico San Carlo di Modena da più di dieci anni.

I vincitori, complessivamente una trentina, verranno premiati domani, sabato 14 maggio, nel corso di una manifestazione in programma nella sede del liceo (aula video, alle 11, corso Cavour 17 a Modena) alla quale prenderà parte anche l’assessore provinciale all’Istruzione Silvia Facchini.

Per il latino hanno partecipato 126 studenti, per il greco 87. Ai primi classificati per ogni anno di corso sono previsti buoni libro da 50 euro e una pergamena. Alle medaglie d’argento e di bronzo, dove si segnalano diversi pari merito, andrà una targa ricordo e un attestato di partecipazione.

“La commissione giudicante – spiega Rita Ferrari, docente del San Carlo e responsabile dell’organizzazione del Certamen – ha valutato di eccellenza il livello di numerose traduzioni e, in particolare, ha notato come fin dal secondo anno gli studenti tendano a proporre traduzioni attente ai valori sintattici e semantici del testo, ma anche a qualificarle rispetto alla lingua d’arrivo”.

I ragazzi sono selezionati dagli insegnanti dei licei (quest’anno, oltre che del San Carlo, hanno partecipato studenti del Muratori e del Tassoni di Modena, del Cavazzi di Pavullo, del Fanti di Carpi, del Formiggini di Sassuolo, del Paradisi di Vignola), mentre la commissione è formata da docenti di provata esperienza a riposo che hanno apprezzato il clima “di sana competizione che si è creato tra i ragazzi” ricorda la professoressa Ferrari sottolineando come latino e greco “siano discipline che costituiscono la base del nostro sapere, nonostante oggi si tenda spesso a giudicarle poco utili e a vederle come l’antitesi di quegli aspetti più immediatamente spendibili che la scuola offre: informatica, inglese e lingue straniere in genere, solo per fare qualche esempio”.