Bologna: accordo Comune/sindacati, dichiarazione Cofferati

In merito all’accordo sottoscritto ieri dall’amministrazione comunale e dalle organizzazioni sindacali Cgil-Cisl-Uil e Rdb, il sindaco Sergio Cofferati ha rilasciato una dichiarazione.

“Sono molto contento. Il tema era difficile ma è stato risolto positivamente. L’amministrazione precedente aveva firmato un accordo con i sindacati senza che ci fosse copertura per un punto importante di quell’intesa. Dunque abbiamo dovuto discutere di come reperire queste risorse e abbiamo trovato un’intesa equilibrata e innovativa. Dal recupero di produttività che si creerà attraverso azioni che verranno insieme concordate, trarremo le risorse per poter coprire il vuoto che abbiamo ereditato. Abbiamo insieme affinato progressivamente le soluzioni che si potevano intravedere e sono contento che l’accordo sia stato firmato da tutte le organizzazioni sindacali, che hanno dimostrato un senso di responsabilità del quale bisogna dare atto.



L’accordo firmato fissa i temi del confronto per recuperare la produttività necessaria attraverso azioni di valorizzazione dello stesso lavoro dei dipendenti comunali. Alcune azioni avranno efficacia a breve scadenza, altre produrranno effetti nel tempo. E’ molto importante il criterio che abbiamo condiviso con i sindacati: quello di introdurre modifiche organizzative e forme di risparmio nella gestione per incrementare la produttività e utilizzarne una parte per aumentare le retribuzioni. E’ un principio sempre valido, sia in un’azienda che in un Comune. Che questo sia stato condiviso dalle organizzazioni sindacali mi fa molto piacere.



Il prossimo mese di ottobre è la data nella quale la parte di risorse che verrà recuperata, verrà destinata ad incrementare i salari. Il vuoto che abbiamo coperto c’era ed era consistente, basta guardare il testo dell’accordo firmato dall’amministrazione precedente. In quell’occasione erano state impegnate le risorse che il contratto nazionale doveva destinare alla contrattazione integrativa. Il contratto nazionale non è stato ancora rinnovato, dunque quelle risorse non solo non c’erano all’epoca della firma, ma non ci sono nemmeno oggi e, anche nell’ipotesi migliore, cioè se si dovesse rinnovare il contratto nazionale, con quelle dimensioni avremmo meno della metà di ciò che serviva per coprire quel vuoto. Gli amministratori di prima hanno fatto una scelta non solo profondamente sbagliata, ma che non si dovrebbe mai fare: quella di impegnare risorse che non ci sono. Abbiamo dovuto provvedere e correggere, e l’abbiamo fatto con la disponibilità dei sindacati. Disponibilità che non è mai venuta meno, anche nei momenti più intensi della trattativa”.