Bologna: scoperto traffico passaporti falsificati

Un giro di passaporti contraffatti per fare emigrare nell’Unione europea cittadini clandestini e’ stato scoperto dalla Polaria di Bologna. Le indagini sono partite qualche tempo addietro dopo che due cittadini africani, partiti dall’aeroporto di Bologna, sono stati rimandati indietro dalle Autorita’ inglesi perche’ in possesso di un passaporto contraffatto.


In base agli accertamenti svolti, la polizia ha scoperto un giro di passaporti inglesi, cechi, lituani e slovacchi non rubati ne’ smarriti che vengono falsificati per permettere agli extracomunitari di entrare nell’Unione europea. Chi li falsifica lascia le generalita’ dell’intestatario e tramite un procedimento elettronico, detto di sublimazione termica, applica la foto di colui che lo presenta al momento dello sbarco. L’ipotesi e’ che esista una rete di falsificatori che acquista i documenti da intestatari compiacenti e poi li usa, piu’ di una volta, per favorire l’immigrazione clandestina.


Al momento nella rete delle forze dell’ordine sono finiti un liberiano in possesso di un permesso di soggiorno perche’ richiedente asilo politico. L’uomo e’ sbarcato qualche tempo fa a Lampedusa e ora risiede a Modena; e 4 nigeriani che ruotano intorno ad un call center di Padova. Per tutti l’accusa e’ di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Ma mentre il primo e’ stato arrestato e poi rimesso in liberta’, gli altri 4, tra cui due donne, sono stati solo denunciati. Inoltre, sono stati denunciati per falsita’ materiali e ricettazione i 13 cittadini fermati con i falsi passaporti.



Anche se le indagini sono appena agli inizi, gli investigatori ipotizzano che ogni pratica costasse dai 1.600 euro in su. Poi, una volta giunto nel Paese dell’Unione europea desiderato, l’interessato lascia il passaporto che viene riciclato per altri sbarchi.


Nel computer del call center di Padova, la polizia ha trovato una decina di passaporti -i Paesi dell’Unione europea, ma anche uno svizzero e due americani- tutti scannerizzati e probabilmente pronti all’uso. Nella sua casa di Modena, il liberiano aveva due passaporti, alcune foto e dei versamenti effettuati verso la Gran Bretagna.



Mentre le persone di colore solitamente chiedono di andare nel Regno Unito con passaporti inglesi, i moldavi tentano di giungere nell’Unione europea con documenti cechi, lituani e slovacchi. Ora si sta cercando di verificare se dietro questo traffico ci siano piu’ organizzazioni, magari collegate tra loro, e come mai i possessori dei passaporti non denunciano ne’ il furto ne’ lo smarrimento.