Bologna-Forlì: frode fiscale, 6 arresti

Il mondo della moda
emiliano-romagnola nel mirino delle Fiamme Gialle per frode fiscale e riciclaggio: al termine di tre anni di indagini, la Guardia di Finanza ha eseguito sei ordinanze di custodia cautelare nei confronti di personaggi di spicco di Forli’ e Bologna per reati che vanno dalla frode fiscale al reimpiego di denaro di provenienza illecita, accusati di inquinare e manipolare il sistema dei redditi e dei flussi finanziari.
L’operazione e’ stata condotta dai finanzieri del Gico del Nucleo regionale polizia tributaria di Bologna e del Nucleo provinciale di Forli’.


Gli arresti, che hanno visto l’impiego di un massiccio numero di militari, sono stati compiuti in esecuzione di provvedimenti emessi dal Gip del tribunale di Forli’ Michele Leoni, su richiesta del Pm Filippo Santangelo. Secondo gli inquirenti, attraverso un’associazione a delinquere basata su un articolato sistema societario facente capo a D.A., stilista emiliano romagnolo, venivano sfruttati a fini illeciti i particolari regimi fiscali esistenti in Paesi come San Marino e Madeira.
Dopo un accurato lavoro di intelligence, le Fiamme Gialle hanno individuato un intreccio di societa’ i cui pacchetti di maggioranza sono di fatto controllati da D.A. anche attraverso alcuni suoi stretti congiunti, come il fratello A.A., o stretti collaboratori come R.F.


Secondo gli inquirenti, la strategia era quella di trarre il massimo profitto possibile dalle potenzialita’ di una casa di moda, attraverso l’abbattimento del reddito di esercizio e il trasferimento fraudolento della ricchezza all’estero e in questo contesto e’ emerso il contributo di M.B., commercialista forlivese, il cui apporto professionale e’ ritenuto determinante dagli investigatori: per ridurre le pretese del fisco italiano e creare disponibilita’ all’estero sono infatti state create, secondo l’accusa, apposite strutture societarie a San Marino e Madeira con il coinvolgimento di un cittadino sammarinese. Dalle indagini sono emersi inoltre rapporti fra il commercialista forlivese e un operatore finanziario, L.B., attualmente detenuto in carcere per un’altra vicenda. Quest’ultimo avrebbe usufruito delle illecite disponibilita’ estere costituite dal sodalizio per effettuare investimenti e sospette acquisizioni immobiliari.


Le indagini, dirette dal Pm Filippo Santangelo, hanno consentito di far luce su una serie di episodi concatenati che hanno permesso agli investigatori di individuare i compiti di ciascuna delle persone coinvolte. Sono in corso ulteriori indagini per approfondire gli stretti legami emersi tra alcuni degli arrestati e altri imprenditori forlivesi.