Dalla cooperazione una risposta all’emergenza casa

«La cooperazione modenese contribuisce, e ancor più potrà farlo in futuro, ad affrontare efficacemente l’emergenza abitativa». Lo sostiene il presidente di Confcooperative Modena Gaetano De Vinco commentando la recente occupazione abusiva della casa cantoniera dell’Anas in via Canaletto.

«Una vicenda – osserva – che ha riportato d’attualità la grave carenza di alloggi, in affitto o in proprietà, a prezzi accessibili per una fascia crescente della popolazione modenese». De Vinco ricorda che la cooperazione è nata anche per per venire incontro ai soggetti più deboli del mercato immobiliare.
Le cooperative di abitazione operano nel settore dell’edilizia sociale privata e hanno come scopo principale l’assegnazione di un alloggio ai propri soci, con modalità diverse a seconda delle caratteristiche della cooperativa. «Nel concreto la cooperativa associa coloro che hanno bisogno di un alloggio e mette in atto tutte le iniziative per raggiungere lo scopo: cerca un’area edificabile o un immobile da ristrutturare, raccoglie i finanziamenti necessari, affida il progetto a tecnici, assegna i lavori a un’impresa di costruzione. Gli alloggi – spiega il presidente di Confcooperative – possono essere assegnati in proprietà; questa modalità è stata per decenni la più praticata, favorendo l’accesso alla prima casa di larghi strati della popolazione.

La cooperative Unioncasa di Modena, per esempio, ha 5.364 soci e dal 1981 al 2004 ha costruito e assegnato 1.198 alloggi. Il prezzo medio di un suo alloggio su area Peep è intorno ai 1.300 euro/mq, mentre su area libera è di 1.900 euro/mq. Si tratta di prezzi inferiori del 25-30 per cento rispetto a quelli praticati dalle imprese private. Un’altra modalità di assegnazione – continua De Vinco – è quella adottata dalle cooperative a proprietà indivisa. In questo caso il socio è titolare di una quota indivisibile della società e del diritto ad abitare per sempre in un alloggio, dietro pagamento di un affitto mensile.

La cooperativa Uni.c.a.p.i. di Modena ha 2.580 soci e dal 1971 al 2004 ha realizzato 841 alloggi (465 nella sola Modena). Il canone medio mensile è sui 215 euro per un alloggio di 80 mq, mentre in città l’affitto di un appartamento medio a libero mercato supera i 700 euro mensili». Secondo De Vinco il movimento cooperativo modenese di abitazione, che negli ultimi decenni ha svolto un’efficace collaborazione con il “pubblico” nell’attuazione di una politica di espansione della prima casa, oggi si pone anche come strumento in grado di ampliare l’offerta di alloggi in affitto, in particolare per quella fascia intermedia esclusa sia dai benefici dell’edilizia pubblica che dal mercato dell’affitto. «Inoltre lo storico radicamento territoriale del movimento cooperativo e la sua intersettorialità possono contribuire a portare a buon fine le iniziative di riqualificazione urbana, soprattutto – conclude il presidente di Confcooperative Modena – laddove si affianca a una riqualificazione sociale.