Istat conferma inflazione all’1,9% a maggio

A maggio l’Istituto di statistica conferma l’inflazione stabile per il quinto mese consecutivo al +1,9%. Anche l’indice armonizzato e’ confermato al +2,3% rispetto allo stesso mese dell’ anno scorso e al +0,3% nel confronto con il mese precedente.


Al netto dei tabacchi l’ indice nazionale dei prezzi al consumo per l’ intera collettivita’ ha registrato una variazione mensile pari al +0,2% e una variazione su base annua del +1,8%.

Nel confronto col mese di aprile gli aumenti piu’ significativi si sono registrati per l’ indice nazionale dell’ intera collettivita’ nei capitoli dei trasporti (+0,7%), mobili, articoli e servizi per la casa (+0,4%) e servizi ricettivi e di ristorazione e altri beni e servizi (entrambi con il +0,3%).
Variazioni nulle per i capitoli abitazione, acqua, elettricita’ e combustibili, ricreazione, spettacoli e cultura e istruzione.

Segno meno per il capitolo delle comunicazioni che ha registrato una flessione dello 0,4%.


Su base annua le tensioni inflattive piu’ elevate si sono avute per bevande alcoliche e tabacchi (+5,4%), abitazione, acqua, elettricita’ e combustibili (+4,5%) e trasporti (+4,4%).

In diminuzione i pressi dei capitoli comunicazioni (-4,6%), servizi sanitari e spese per la salute (-1,5%) e prodotti alimentari e bevande alcoliche (-0,2%).


Analizzando l’ andamento dell’ indice nazionale per le famiglie di operai e impiegati, gli aumenti congiunturali piu’ consistenti si so no avuto per i capitoli dei trasporti (+0,5%), mobili, articoli e servizi per la casa (+0,4%) e altri beni e servizi (+0,3%). Invariati i capitoli abitazione, acqua, elettricita’ e combustibili e istruzione, mentre segno meno si e’ avuto nei capitoli comunicazioni (-0,5%) e ricreazione, spettacoli e cultura (-0,1%). Nel confronto con lo stesso mese dell’ anno precedente crescono piu’ della media i capitoli bevande alcoliche e tabacchi (+5,6%), trasporti (+4,4%), abitazione , acqua, elettricita’ e combustibili (+4,1%). In flessione si contano i capitoli comunicazioni (-5,2%), servizi sanitari e spese per la salute (-1,3%), prodotti alimentari e bevande alcoliche (-0,2%).