Modena: ristorazione case protette, appalto da 4mln

Il Consiglio Comunale modenese ha approvato, con i voti favorevoli della maggioranza e il voto contrario dell’opposizione (ad esclusione di Sergio Celloni, Udc, che si è unito alla maggioranza), la delibera che fissa i criteri per l’aggiudicazione dell’appalto per l’affidamento del servizio di fornitura e trasporto dei pasti agli ospiti delle Case Protette Vignolese e San Giovanni Bosco ed agli annessi centri diurni, oltre che agli utenti del Servizio Assistenza Domiciliare.

Il valore complessivo della base d’asta dell’appalto è di 4 milioni di euro. Il criterio per l’aggiudicazione sarà quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, attribuendo 55 punti alla qualità del servizio e alla sicurezza dei prodotti alimentari, e 45 punti al prezzo. Il contratto avrà la durata di 6 anni a cominciare dal 16 ottobre 2005.

Nel dettaglio, si tratta della fornitura di circa 300 pasti al giorno, di cui 150 a pranzo e 150 a cena per le due strutture e i relativi centri diurni, che dovranno essere prodotti il sistema del “legame misto”, cioè della produzione realizzata in un centro di produzione esterno la stessa mattina in cui si effettua la consegna. La fornitura riguarda altri particolari, tra i quali il trasporto con mezzi attrezzati per il trasporto alimentare ai terminali delle case protette, oltre che la distribuzione e somministrazione dei pasti agli anziani delle strutture. Oggetto dell’appalto, inoltre, sono anche 50 pasti al giorno in confezione monoporzione destinati agli utenti dell’assistenza domiciliare.

“La scelta che il Comune ha fatto nel 1995 di non produrre i pasti all’interno delle strutture ma di avvalersi di strutture produttive esterne – ha commentato l’assessore alle Politiche sociali Francesca Maletti – deriva dalla necessità di garantire igienicità e salubrità dei preparati alimentari. Nel 1994-95 la salmonellosi colpì diversi anziani residenti in alcune strutture comunali, la cui origine fu allora posta in relazione con la produzione alimentare in cucine interne non dotate delle più moderne tecniche di controllo alimentare circa l’igienicità degli alimenti. Il Comune di Modena decise quindi di avvalersi di strutture specializzate, predisponendo le strutture ad accogliere in terminali appositamente attrezzati le produzioni alimentari prodotte all’esterno”.