Le liste di trasparenza aiutano i cittadini a risparmiare sui farmaci

“Le liste di trasparenza le abbiamo fortemente volute come risposta professionale, efficace e duratura alla richiesta da parte dei cittadini di intervenire per contenere i prezzi dei farmaci; ora, finalmente, con la pubblicazione del 30 giugno scorso dell’elenco dei farmaci di Fascia C elaborato dall’Agenzia Italiana del Farmaco, la proposta di Federfarma diventa a tutti gli effetti operativa.

È un risultato di grande rilievo perché consente di attivare un circolo virtuoso che, senza in alcun modo incidere sulla qualità della cura, giova alle tasche del cittadino e consente al farmacista di esprimere a pieno la propria professionalità. In altri termini si sono create condizioni più favorevoli, disciplinate per legge, per favorire l’utilizzo di farmaci equivalenti, ma meno costosi, assegnando un ruolo propositivo al professionista del farmaco – sottolinea Mauro Bavutti, presidente provinciale di Federfarma Modena, l’associazione dei titolari di farmacia.

È opportuno ricordare che le liste di trasparenza predisposte dall’AIFA, soggetto pubblico indipendente, riportano un elenco (consultabile su www.agenziadelfarmco.it) di 3953 specialità medicinali di Fascia C – non rimborsabili dal Servizio Sanitario Nazionale, che possono essere dispensati solo con ricetta medica – che raggruppa le specialità con il medesimo principio attivo, identico dosaggio, forma farmaceutica e via di somministrazione, individuando, ove presenti, i medicinali equivalenti a minor prezzo. L’introduzione delle liste di trasparenza rafforza ed integra l’obbligo del farmacista di informare il cittadino dell’esistenza di farmaci bioequivalenti ma meno costosi, e di consegnare uno di questi, qualora vi sia il consenso del cliente ed in assenza di un’indicazione esplicita di insostituibilità da parte del medico.

“Come farmacisti opereremo il massimo sforzo per far conoscere ai nostri clienti le liste di trasparenza; questa però è anche l’occasione per sottolineare che da parte dei cittadini occorre un cambiamento di atteggiamento, infatti, non di rado, ci capita di constatare che, erroneamente, il cliente percepisce come meno efficace il farmaco che costa meno. È un compito d’informazione ed educazione che spetta a chi esercita professioni sanitarie, ma il nostro impegno da solo non basta – evidenzia Mauro Bavutti.

Rispetto al Decreto Storace, Federfarma Modena torna infine ad esprimere molte perplessità, per la parte del provvedimento in cui, introducendo logiche puramente commerciali, legate a sconti che le singole farmacie possono introdurre individualmente, si rischia di equiparare il farmaco ad un bene di largo consumo.

Le preoccupazioni si riferiscono, soprattutto, al punto in cui si assimila il medicinale senza obbligo di ricetta ad un qualunque altro tipo di prodotto e s’introduce la possibilità di effettuare degli sconti fino al 20%: in questo modo, da un lato, si banalizza la professionalità del farmacista, il cui ruolo fondamentale nella distribuzione del farmaco è invece riconosciuto dallo stesso Ministro Storace, e dall’altro, si rischia di dare spazio ad una cultura consumistica che, nel medio periodo, potrebbe provocare seri danni alla salute, favorendo le malattie connesse all’abuso di farmaci, come dimostrano i dati relativi agli Stati Uniti dove sono in costante aumento. Da sottolineare, infine, che dove si è scelto di utilizzare canali diversi per dispensare i farmaci, si registra un consumo pro-capite di medicinali doppio: dati che dovrebbero indurre tutti ad una seria riflessione prima di effettuare scelte che alla fine si sono rivelate dannose sia per la salute sia per le tasche dei cittadini.