Truffa prosciutti: concluse indagini

La Procura della Repubblica di Modena ha concluso le indagini sulla consistente truffa dei prosciutti contraffatti venuta alla luce durante le indagini sull’omicidio di un manovale tunisino, Ismail Jaouadi, assassinato a colpi di pistola nelle campagne di Poviglio il 24 luglio 2002.

L’extracomunitario, che lavorava in una cooperativa di facchinaggio di Castelvetro coinvolta nel traffico, fu ucciso con sette colpi alla schiena perche’ ricattava i colleghi con foto e filmati sulle contraffazioni dei prosciutti; per la sua morte sono stati condannati, in primo grado e in appello, il mandante, l’esecutore materiale dell’omicidio e i suoi due complici.

Ora il pm Fausto Casari ha depositato l’avviso di chiusura indagini dell’inchiesta-bis, che – riferiscono le ‘Gazzette’ di Modena e Reggio Emilia – vede 35 indagati per reati che vanno dall’associazione per delinquere alla truffa, dalla frode alla ricettazione, da reati tributari al commercio di sostanze adulterate. Secondo gli accertamenti dell’autorita’ giudiziaria, le contraffazioni sarebbero proseguite ancora per quasi un anno dopo la morte del tunisino, un business che tra il 2000 e il maggio 2003 avrebbe fruttato un milione e mezzo di euro l’anno, attraverso il cambio illecito di marchi e bolli sanitari, che cosi’ aumentavano di prezzo.


Nella maggior parte dei casi – secondo le indagini – prosciutti di origine ungherese, svedese, olandese e spagnola diventavano ‘italiani’ grazie ad un flessibile che toglieva i timbri originari e alla successiva marchiatura con marchi contraffatti. E attraverso la marchiatura falsa i prosciutti riuscivano a eludere i controlli sanitari; cosi’ sono finiti in commercio anche ”prosciutti con contaminazioni batteriche o comunque in cattive condizioni di conservazione”. Nell’avviso di chiusura indagini si fa inoltre riferimento alla ”corruzione di pubblici ufficiali al fine di indurli al compimento di atti contrari si loro doveri di ufficio”.