Obesità: dal ministero della Salute un decalogo per combatterla

Stop alle merendine nei distributori delle scuole: al posto dei sacchetti di patatine, ci saranno quelli di carote mignon, invece delle brioche confezioni di macedonia o fette di mela già lavate e pronte per essere sgranocchiate.

E’ questo uno dei punti che senz’altro faranno più discutere del decalogo contro l’obesità che il ministro della Salute, Francesco Storace, ha presentato in anteprima a Milano ad un incontro sulla Piattaforma Ue sull’alimentazione, l’attività fisica e la salute organizzato dalla Società Italiana dell’Obesità insieme all’International Task Force on Obesity.

Per ora si tratta di un’idea sugli interventi possibili, ma di un’idea su cui il Ministero si sta mettendo al lavoro seriamente. I dati sul tasso di mortalità fra chi è obeso o in sovrappeso (in tutto il 44% degli italiani) sono allarmanti.

Ogni anno muoiono 390 persone ogni 100 mila per questi problemi, senza contare che 2/3 delle persone che hanno problemi di peso, hanno anche problemi di ipertensione, o – come ha spiegato il presidente della Sio Michele Carruba – rischiano di contrarre tumori, diabete, o altre malattie. Tradotto in euro: l’Italia ogni anno spende circa 23 milioni per la cura di chi è in sovrappeso.

”L’obesità è una malattia che può essere controllata, ma da cui non si guarisce, come il diabete – ha spiegato Carruba -. Quindi l’unica cosa che possiamo fare è prevenire”, ovvero spiegare che mangiare in modo corretto e fare movimento aumentano di tantissimo le prospettive di vita.
Dal canto suo l’associazione sta per avviare la campagna ‘Diecimila passi al giorno’, perchè basta fare diecimila passi al giorno, cioè camminare di buona lena mezz’ora per ridurre di tre volte il rischio di mortalità.

Ma il ministro ha anche pensato agli interventi possibili e più efficaci. ”Non si tratta di imporre una dieta di Stato – ha sottolineato Storace – ma di dare informazioni ai cittadini per sensibilizzarli, e anche di far partire azioni politiche che coinvolgano diversi attori interistituzionali, dai Comuni, ai medici, alle famiglie”.
Da qui, è nata l’idea del decalogo che parte dai neonati, con la promozione dell’allattamento al seno, perchè ”i bambini allattati con latte artificiale – ha spiegato il ministro – hanno maggiore probabilità di diventare obesi”.