Abbandono animali: non tutti sanno che si rischia il carcere

Abbandonare un animale è un reato, ma solo 47 italiani su 100 sanno che si rischia il carcere. E’, questo, il risultato di una indagine conoscitiva che ha effettuato l’Osservatorio reati contro gli animali (Orca) promosso dall’Enpa, in collaborazione con 17 Sezioni della Protezione Animali in tutto il Paese.

L’indagine è stata effettuata per tentare di “sondare” la percezione del reato, la conoscenza della legge 189/2004 e per capire le eventuali soluzioni al problema dell’abbandono degli animali domestici.

Abbandonare un animale significa quindi commettere un reato (per il 78,4% del campione, formato da 231 uomini e donne di tutto il Paese) ma significa anche “risolvere facilmente un problema di difficile soluzione” (per il 16,9%) e restituire la libertà a un animale (per il 4,8% del campione).

Alla domanda “Perché gli animali vengono abbandonati”, il 54,1% del campione ha risposto “Per crudeltà”. Per il 15,6% del campione, invece, gli animali vengono abbandonati “Perché il proprietario deve andare in vacanza e non sa come comportarsi” mentre per il 15,2% “Perché il proprietario si rende conto che tenere un animale in casa è un problema”. Secondo il campione, si abbandona anche “perché il proprietario deve andare in vacanza e gli alberghi non accettano animali” (il 9,5%) e “perché è meglio abbandonare un animale che rinchiuderlo in un rifugio” (5,6%).
La metà del campione dimostra di conoscere il fenomeno dell’abbandono degli animali domestici: per il 55,8%, gli uomini abbandonano gli animali nei dodici mesi dell’anno; per il 30,3%, invece, si abbandona prima dell’estate e per il 13,9% “durante le festività”.
Sugli effetti penali dell’abbandono, il campione è confuso: per il 47,2% chi abbandona un animale rischia il carcere, per il 39,8% rischia una multa e per il 13% non rischia niente. Ricordiamo che, secondo le previsioni della Legge 189/2004 il reato di abbandono di animali è punito con la reclusione fino a un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro.

Sul piano delle soluzioni, il campione raggiunto dall’Orca offre cinque alternative. Si va dalla linea dura (arrestare chi abbandona un animale per il 29%) a quella morbida (per il 22,5% del campione occorre riservare agli animali spazi adeguati nelle città e nei luoghi di villeggiatura e consentire il trasporto di cani e gatti con tutti i mezzi pubblici). Per il 19% degli intervistati, bisogna creare strutture pubbliche di ricovero per animali di proprietà, mentre per il 14,3% bisogna continuare a fare massicce campagne di informazione.

Va precisato, ai sensi delle direttive dell’Autorità garante delle comunicazioni, che l’indagine conoscitiva effettuata dall’Orca non è un “sondaggio rappresentativo”.