A Bologna ‘Pratello: parole e immagini’

Una mostra fotografica itinerante per alcuni locali del Pratello, storica strada di osterie bolognesi, accompagnata da filmati e incontri per narrarne le vicende, ancora oggi non esenti da polemiche sul rumore o sulla ‘fauna’ che frequenta la via, sia umana o canina: e’ la rassegna ‘Pratello: parole e immagini’ che ‘occupera” la strada dal 16 al 18 settembre, promossa e organizzata dall’associazione culturale ‘Pratello, punto e a capo’, giovani che lavorano li’ e che hanno voluto dire la loro in questo modo.


Le fotografie saranno esposte in alcuni locali e al Circolo culturale Pavese, che tanto ha caratterizzato quella via bolognese, ospitando tra gli altri il Gran Pavese Varieta’ di Patrizio Roversi, Siusy Blady e dei Gemelli Ruggeri, alcuni di loro attesi il 18 di ritorno al Pratello per un incontro anche con il regista Gianfranco Rimondi.
Il percorso della mostra sara’ indicato da gigantografie esposte all’esterno dei locali che ospitano le foto, raccolte dalla fine degli anni Sessanta fino agli anni Novanta, da alcuni amatori della storica strada e dall’archivio della Cineteca di Bologna. Alcuni articoli di giornale ricorderanno gli argomenti che hanno portato la via al centro della cronaca cittadina.


Previste anche proiezioni di documentari e film realizzati al Pratello dagli anni Settanta fino al 2004: dopo l’inaugurazione, alle 17 del 16 settembre, e’ in programma un documentario di Cristiano Nanni sul degrado urbano realizzato negli anni Ottanta, seguito da un breve dibattito. Poi, il filmato sulla festa della strada del 1992 e il film ‘Paris, Dabar (Il primo road-movie da bar a bar)’, di Paolo Angelini (2001). Il giorno 17 e’ invece dedicato agli anni Settanta e a Radio Alice, con la proiezione di alcuni filmati, un incontro con Ambrogio e Franco ‘Bifo’ Berardi, e il film ‘Lavorare con lentezza’ di Guido Chiesa. Si chiude con la giornata dedicata al Teatro evento e al Gran Pavese Varieta’.


La rassegna e’ sostenuta economicamente dagli osti e dalla stessa associazione che, senza fini di lucro, si e’ auto-finanziata: ”Non ci sono sponsor, ma solo collaboratori”, precisano gli organizzatori. Il Quartiere Saragozza ha permesso l’occupazione gratuita del suolo pubblico durante i tre giorni.
I giovani dell’associazione lavorano al Pratello da diversi anni e hanno deciso di ”fare qualcosa per questo speciale angolo di Bologna”. Cosi’ hanno cercato fotografie e documenti, incontrando affezionati e appassionati, ritenendo che ”le continue lamentale non portino a niente” e che ”la storia del Pratello e’ importante con i suoi pro e i suoi contro, perche’ fa parte della storia di una citta’ e non puo’ essere cancellata. Proporre alternative culturali puo’ essere la soluzione per placare gli animi e tornare allo spirito della strada: uno spirito di collaborazione”.