L’Università partecipa a ricerca su infezioni croniche e cancro

Ci sarà anche il contributo di un gruppo di ricercatori dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia all’ambizioso progetto avviato da un consorzio creato tra 27 unità di ricerca europee, selezionate in Germania (6), Francia (4), Regno Unito (3), Svezia (3), Austria (2), Italia (2), Belgio, Danimarca, Finlandia, Grecia, Portogallo, Svizzera e Ungheria (1), che cercherà di rivelare come infezioni virali o batteriche possano sviluppare tumori.

In che modo queste infezioni possono causare il cancro in alcune persone, e in che modo le informazioni fino ad ora acquisite possono essere utilizzate per migliorare le attività di prevenzione, la diagnosi e la terapia di questi tumori?

Questi interrogativi si propone di scioglierli il progetto quadriennale denominato “INCA” (acronimo per ‘The role of chronic INfections in the development of Cancer’ – il ruolo delle infezioni croniche nello sviluppo del cancro), partito il 1° gennaio 2006 e finanziato dalla Commissione Europea con 12,6 milioni di euro, nell’ambito del Sesto-Programma-Quadro (FP6: Life-Science-Health), affidato al coordinamento del prof. Thomas Schulz, docente alla Scuola di Medicina di Hannover in Germania.

L’obiettivo di questo studio è quello di cercare di comprendere come questi agenti infettivi persistano in soggetti apparentemente sani, in che modo essi riescano ad interferire con le normali funzioni cellulari e causare il tumore, ed infine, come i loro effetti possono essere amplificati da altri fattori quali, ad esempio, le infiammazioni croniche. In particolare, la ricerca del progetto “INCA” focalizzerà l’attenzione su cinque virus e un batterio sui quali, a tutt’oggi, non sono disponibili informazioni soddisfacenti: il virus dell’epatite C (HCV), il virus della leucemia umana a cellule T (HTLV), il virus erpetico associato al Sarcoma di Kaposi (KSHV/HHV8), il papillomavirus (HPV), il virus di Epstein-Barr (EBV), e l’Helicobacter pylori.

E toccherà proprio al gruppo di ricerca modenese, che comprende oltre al prof. Mario Luppi, anche biologi, biotecnologi e medici (Patrizia Barozzi, Leonardo Potenza, Raffaella Bosco, Daniela Vallerini, e Federica Gibellini), gettare luce sui fattori genetici ed immunologici nella patogenesi del Sarcoma di Kaposi, causato dall’infezione dal virus erpetico umano ottavo (KSHV/HHV-8).

Le competenze modenesi poggiano su ricerche iniziate da più di un decennio, relative allo studio della biologia e del ruolo patogenetico dei virus linfotropi nelle malattie ematologiche neoplastiche e non neoplastiche, che hanno avuto un’ampia eco in ambito internazionale.

Altre informazioni sul progetto sono consultabili sul sito: Inca Project