Sassuolo: Consiglio Comunale, adottato il Psc

Sono state approvate importanti varianti al vigente Piano Regolatore Generale nella scorsa seduta del Consiglio Comunale svoltasi ieri sera e che di fatto chiudeva la discussione generale per l’adozione del nuovo Psc.


Queste Varianti sono:
l’adeguamento della zonizzazione territoriale che consentirà di realizzare com’è noto nella zona di via Torino, un nuovo insediamento abitativo.
Il Vicesindaco e Assessore all’Urbanistica Giancarlo Diamanti ha illustrato l’iter che ha portato, come si ricorderà dopo un lungo confronto svolto con i residenti della zona, a questo atto che dà spazio all’intervento edilizio previsto a Rometta con cui si realizzerà un nuovo insediamento con una quota abitativa destinata agli alloggi di edilizia agevolata.
Mentre i criteri relativi all’assegnazione della quota di parte pubblica – tra questi destinati ad anziani e giovani coppie del territorio – verranno formulati e discussi sulla base delle leggi vigenti.
Molto articolato il dibattito che ha fatto registrare la presa di posizione di tutti i capigruppo consiliari.
In sintesi sono state ribadite le forti criticità e perplessità sulla metodologia che ha determinato la scelta dell’insediamento edilizio nel quartiere. Il rischio di formare nuovi ghetti nella zona, in sintesi, è stato rimarcato sia da Menani della Lega Nord che da Luca Caselli di A.N.
Mentre Claudia Severi – Forza Italia – ha puntato l’indice contro quella che a suo giudizio permane come un’incapacità da parte dell’ente locale di fornire risposte concrete in termini di attuazione del piano degli alloggi di edilizia agevolata previsti.
Di parere opposto i gruppi che formano la maggioranza politica che sostiene la Giunta municipale. Ruggero Cavani, capogruppo dei Ds, ha sottolineato la necessità di dare una risposta concreta al bisogno primario della casa, senza discriminazioni, come sancito dalla Costituzione stessa. Anche Angioletto Usai (Pdci) ha dato parere favorevole all’intervento proposto.
Parere positivo all’atto espresso anche da Marchesini di Rifondaz. Com.ta.
L’atto è stato infine approvato dal Sindaco Pattuzzi, dal gruppo della Margherita, Rifondazione Comunista, Pdci e Caserta del Gruppo misto con l’Astensione di Luca Caselli (A.N) e Forza Italia. Contrario invece il voto di Gian Francesco Menani della Lega Nord.

Successivamente è stata approvata la seconda Variante al PRG posta all’ordine del giorno che permetterà di ridefinire e riorganizzare in senso complessivo l’area attualmente occupata da una sede di autotrasporto e dalla mensa tra via San Pietro.
Lo spostamento della Mensa permetterà infatti di realizzare in futuro la nuova sede della scuola materna per il quartiere.
Ora però, ha ricordato Diamanti, è stato posto in essere uno strumento urbanistico che consentirà di intervenire sia nell’area in questione – riqualificandola – sia sul comparto della Spry- Dry, in via Regina Pacis, risolvendo al contempo un problema relativo alla copertura di un’area di stoccaggio delle materie prime attualmente.
Anche in questo caso sono intervenuti i rappresentanti di tutti i gruppi presenti in Consiglio Comunale dando vita ad un dibattito particolarmente ampio.
Per le minoranze hanno espresso perplessità Ugo Liberi di Forza Italia che ha chiesto chiarimenti in merito sia alla nuova collocazione della Mensa che per la verifica di tutela ambientale sulle materie lavorate dalla industria in questione.
Anche i capigruppo Marchesini (di Rif. Com.ta) e Usai (del PdCI) hanno sottolineato le rispettive perplessità in merito alla nuova sede della Mensa e quelle di tutela ambientale sullo stoccaggio delle materie prime citate.
Lo stesso Diamanti, in risposta alle questioni sollevate, ha sottolineato come proprio grazie al dialogo tra le parti – in questo caso tra la proprietà della Spry Dry si sia potuto giungere ad un accordo da cui si sono realizzate condizioni favorevoli per spostare e liberare spazi che, a disposizione del pubblico, potranno poi essere destinati alla riqualificazione di importanti settori del territorio. La Spry – Dry provvederà infatti alla copertura di questo magazzino di stoccaggio delle materie trattate.
Mentre la nuova sede della Mensa San Carlo, verrà adeguatamente discussa per formularne la migliore collocazione possibile sulla base dei necessari requisiti di particolare idoneità richiesti.
Positivo complessivamente il giudizio al riguardo formulato negli interventi dei rappresentanti dei gruppi della maggioranza. Tra questi Bonvicini , capogruppo della Margherita, ha sottolineato l’importanza dell’accordo raggiunto e con il quale si potrà finalmente riqualificare lo spazio urbano compreso tra l’attuale sede della Mensa San Carlo e la circonvallazione, fornendo risposte qualificate sia per l’emergenza scolastica che per l’assetto dell’intera zona.
Hanno votato, in questa fattispecie, a favore: Il Sindaco Pattuzzi, i Ds, i gruppi della Margherita e Gruppo Misto. Si sono invece astenuti: Rifondazione Comunista, PDCI e Forza Italia. Contrari: A.N. e Lega Nord.

Il resto della serata è stato interamente dedicato al dibattito sul Piano Strutturale Comunale, che alla quarta seduta di trattazione veniva questa volta presentato per il voto di adozione da parte del Consiglio Comunale.
Prima che si entrasse nel merito del piano e delle valutazioni da parte dei singoli gruppi, Claudia Severi per Forza Italia ha ribadito la contrarietà del suo gruppo a proposito dei tempi di consegna dei materiali e agli spazi lasciati all’esame delle carte e alla discussione. Secondo Claudia Severi la gestione dei tempi deve essere parametrata alla complessità dei temi e quindi non sono sufficienti gli intervalli di tempo che il regolamento prevede in modo generale (tre giorni prima della seduta). Severi ha annunciato un probabile ricorso attraverso le vie legali contro i tempi di presentazione del documento.
D’altra parte il presidente del Consiglio comunale Patrizia Barbolini ha ricordato che al Psc sono state dedicate numerose commissioni consiliari, in particolare alla sua trattazione scheda per scheda, fino a coprire l’intero territorio analizzato, sono state dedicate sedute il 22 e 29 marzo, l’1, 5, 22 e 29 aprile.
Anche il Sindaco Graziano Pattuzzi ha chiesto di entrare nel merito del Piano e di non abdicare alla discussione politica trincerandosi dietro aspetti formali.
Pattuzzi ha anche anticipato la necessità di includere nel voto di adozione anche l’approvazione degli emendamenti derivanti dalle varianti al Piano regolatore affrontate nella prima parte della seduta.

Entrati nel merito della discussione sul Psc, si sono registrate posizioni molto diverse e articolate, da parte dei consiglieri sia di maggioranza che di opposizione.
Secondo Mario Cardone del Gruppo Misto il piano avrebbe dovuto affrontare con più decisione la questione del distretto industriale e della sua valorizzazione. Inoltre ha sottolineato la necessità anche per il futuro di dare più ascolto e voce alle piccole forze politiche che hanno contribuito all’affermazione del centro-sinistra.
Claudia Severi ha ribadito le difficoltà di analisi del documento dovute alla fretta e criticato l’aggiunta degli emendamenti finali. Nel merito ha valutato sbagliate e non aggiornate le valutazioni che hanno portato a formare il quadro conoscitivo di partenza, sottodimensionate le possibilità di completamento delle aree insediative esistenti, mancanti alcuni importanti riferimenti alla dotazione infrastrutturale, pochi i riferimenti al centro storico, isolate le aree di valorizzazione del verde e infine eccessivi i costi di produzione del Piano.
Massimo Benedetti dell’Udc ha criticato i provvedimenti tecnici che portano a oneri di urbanizzazione maggiori che nei Comuni limitrofi. Inoltre ha valutato come errata l’inclusione della bretellla autostradale nelle mappe, con una larghezza diversa da quella necessaria. Poche secondo Benedetti le idee per la mobilità, eccessivo l’interesse per il trasporto pubblico. Nel settore politiche abitative manca a giudizio del consigliere un’attenzione alle esigenze della famiglia e le capacità edificatorie non sono regolate in modo omogeneo nelle diverse aree del territorio sassolese.
Luca Caselli di Alleanza Nazionale giudica il Psc povero di idee innovative e di eccezionalità, come invece, afferma, si dovrebbe a un documento che deve delineare il futuro di una città. Regola, a giudizio del consigliere, l’ordinaria amministrazione, ma è “sprecato” come occasione per un salto di qualità. Caselli critica anche tempi e modalità a partire dal lavoro svolto negli ultimi due anni, attribuendo i problemi che riscontra a difficoltà interne alla maggioranza.
Antonio Caselli, consigliere di Apd Progetto Sassuolo, subentrato dallo scorso consiglio a Maurizio Dallari, ha prima di tutto deplorato le valutazioni e le informazioni diffuse anche a mezzo stampa da alcuni esponenti dell’opposizione su presunti accordi con la maggioranza in cambio di modifiche al Psc. Informazioni che ha definito false e che hanno provocato problemi anche dal punto di vista personale al consigliere e al suo predecessore (nelle dichiarazioni di voto le repliche di Luca Caselli e Claudia Severi, i quali, pur dispiacendosi per i problemi causati, hanno precisato di aver richiesto chiarimenti in seguito a dichiarazioni ascoltate durante il consiglio comunale precedente, in particolare dal consigliere Caserta, che meritavano un supplemento di spiegazione).
Sul Piano nello specifico Antonio Caselli ha riscontrato l’occasione perduta di ragionare come di un’unica grande città, in una continuità fra Sassuolo e Fiorano, che non giudica sufficientemente garantita dalla sola approvazione comune degli interventi sull’area Cisa Cerdisa.
Giudica anche eccessiva la quota di nuova edilizia prevista, in base a una “frammentazione della famiglia” che, spiega, bisognerebbe cercare di evitare con politiche adeguate. Inoltre Caselli ha disapprovato il luogo prescelto per un polo logistico dei trasporti e la poca attenzione che ritiene attribuita al centro storico. Negativo anche il parere sulle aree verdi del Parco Ducale e della Salvarola e sui provvedimenti edificatori previsti in queste zone.
Gabriele Giovanardi del Gruppo Misto ha apprezzato il lavoro svolto in generale, manifestando la sua contrarietà soprattutto su due punti: la programmazione in termini di spazi, valorizzazione e edilizia per la scuola, l’idea di abbattimento di Casa Serena, che ha giudicato non accompagnata da un’alternativa sufficientemente studiata.
Nicola Caserta, del Gruppo Misto ha apprezzato il fatto che il Psc tenga conto delle priorità dal consigliere stesso indicate in merito alle politiche della casa. Ha chiesto che le osservazioni e i Poc futuri correggano diverse scelte sbagliate del passato, in termini di ghettizzazione, e contribuiscano a creare la rete di servizi necessaria e carente in alcune zone della città.
Fulvio Bonvicini del gruppo Uniti per Sassuolo La Margherita ha apprezzato l’impostazione del Piano e giudicato sufficienti i tempi, ricordando anche che l’adozione è solo il primo passo, che apre un lavoro di modifica, integrazione e revisione possibile, sia con le osservazioni dei cittadini che successivamente in sede di Piani operativi comunali. Ha tenuto a precisare che il Psc non cementifica ma riqualifica la città, integrando le diverse categorie e cercando di fare scelte valide per tutti.
Giampaolo Marchesini ha valutato il piano negativamente, criticando in particolare l’eccessivo ricorso ad accordi fra il pubblico e il privato che secondo il consigliere di Rifondazione Comunista, devono rappresentare l’eccezione alla ricerca di soluzioni migliorative, non la regola in ogni tipo di progettazione. Ha auspicato che gli interventi importanti vengano invece realizzati con l’impegno del pubblico.
Massimiliano Righi, della Margherita, ma anche presidente della Commissione che si è occupata del Psc, ha ribadito la grande quantità di incontri svolti e l’ampia possibilità di studio e verifica data a tutti i consiglieri partecipanti, criticando piuttosto le scarse presenze verificate in alcune fasi del lavoro. Ha ricordato la flessibilità del piano, la possibilità di lavorarci ancora in senso migliorativo fino all’elaborazione dei Poc, auspicando un confronto in consiglio sui singoli interventi e senza partire da basi preconcette.
Anche Ruggero Cavani per i Ds ha ricordato come l’adozione sia solo il primo passo di un percorso ancora lungo e ribadito che in futuro si vorrà tenere conto di ulteriori contributi e idee. Ha però anche valutato positivamente diversi aspetti del Psc attuale, quali l’alta quota di verde pubblico per persona esistente e prevista, il sistema delle tutele molto articolato, la ricerca in tutto il piano della costruzione di una città che valorizzi le sue numerose possibilità di sviluppo.
Angioletto Usai dei Comunisti Italiani ha giudicato il piano positivo in diverse parti, anche se non condivisibile sotto certi aspetti. Ha giudicato carente la visione generale, sacrificata a piccoli aggiustamenti e al governo dell’ordinaria amministrazione, anticipando che il suo partito vigilerà con attenzione sulle osservazioni e sui Poc.
Ugo Liberi di Forza Italia ha criticato ancora i tempi di consegna. Nel merito ha giudicato il Rue “vessatorio” nei confronti del consolidato, a causa della diminuzione del 30 per cento delle cubature. Liberi giudica insufficiente il lavoro su un’ipotesi di sviluppo della città, chiede maggiore agevolazione al lavoro delle imprese e giudica carenti le idee sulla viabilità, criticando il Piano come orientato in particolare alla conversione di aree dismettibili in residenziali.
Il vicesindaco Giancarlo Diamanti ha deplorato la politica degli schieramenti contrapposti, che impedisce una valutazione obiettiva e serena del Piano e del lungo lavoro svolto. Ha ripercorso i tempi e i modi di elaborazione del documento di programmazione urbanistica (Psc soltanto dal 2002, quindi con una gestazione non lunga come si sostiene); ha ricordato che tutto è partito da una conferenza di pianificazione partecipata, con tutti i soggetti ad ogni titolo coinvolti nel Piano. Ha in particolare giudicato capace di un grande rilancio il capitolo politiche abitative e ricordato che non si conclude, ma parte ora, il lavoro importante di costruzione attraverso osservazioni e Poc.
Il sindaco Graziano Pattuzzi a spiegato che il Piano interpreta un cambiamento in atto nel distretto, che non è una crisi ma un processo di trasformazione forte, verso un’internazionalizazione delle aziende, una terziarizzazione delle attività sul territorio. Il Piano regolatore precedente, ricorda, era figlio del suo tempo e di uno sviluppo frenetico, oggi c’è necessità di guardare ad altre cose, allo sviluppo sostenibile, a un grande territorio con definizione di servizi in partecipazione con altri Comuni.

Al termine del dibattito sono stati posti in votazione il Piano Strutturale Comunale e il Regolamento Urbanistico Edilizio con gli emendamenti che li riguardavano rispettivamente.
Le due votazioni sugli emendamenti hanno visto l’approvazione del Sindaco, del gruppo Ds, della Margherita, di Usai per i Comunisti Italiani, di Nicola Caserta del Gruppo Misto.
Contrari Forza Italia, Udc, Lega Nord, Marchesini di Rifondazione Comunista.
Astenuti Gabriele Giovanardi e Mario Cardone del Gruppo Misto.
Non ha partecipato alla votazione Antonio Caselli di Apd Progetto Sassuolo.

Sul Psc e sul Rue analogo l’andamento delle due votazioni.
Favorevoli Sindaco, gruppo Ds, Margherita Uniti per Sassuolo, Usai dei Comunisti Italiani, Caserta del Gruppo Misto.
Contrari Forza Italia, Udc, Lega, Alleanza Nazionale, Marchesini di Rifondazione Comunista e Antonio Caselli di Apd Progetto Sassuolo.
Astenuti Gabriele Giovanardi e Mario Cardone del Gruppo Misto.

Alle 2,50 è stata approvata a maggioranza dal consiglio comunale l’adozione del Piano Strutturale Comunale per la città di Sassuolo.