Crisi idrica: accordo per raddoppiare rilascio acqua da invasi alpini

La riunione della “cabina di regia” dell’Autorità di Bacino del Po che si è svolta oggi a Parma ha affrontato la difficile crisi idrica che sta attraversando il bacino padano. Una crisi che è particolarmente pesante sull’asta del fiume e che sta mettendo in pericolo i prelievi.

L’assessore all’ambiente e sviluppo sostenibile della Regione Emilia-Romagna Lino Zanichelli, ha illustrato in particolare la criticità della zona del delta e di Ferrara interessata dalla ingressione del cuneo salino e dalle difficoltà dei diversi impianti irrigui per l’approvvigionamento idropotabile di una parte della città di Ferrara.

Nel corso della riunione è stata condiviso l’impegno per un rilascio programmato da parte degli utilizzatori idroelettrici ed un impegno a decidere insieme gli ulteriori sviluppi. L’accordo consentirà di poter disporre di un volume di acqua, circa 180 milioni di metri cubi complessivi, pari al doppio rispetto a quella concordato nel 2003. E’ evidente che perché questo trasferimento di risorsa sia efficace anche per i territori a valle degli invasi e dei grandi laghi è necessario garantire comportamenti virtuosi da parte di tutti i soggetti utilizzatori.

“Resta molto alta la preoccupazione – ha detto Zanichelli – Abbiamo avuto alcuni impegni concreti, ma manteniamo tutta la nostra attenzione per le scelte delle prossime settimane”.
La crisi del 2003 e del 2005 si ripresenta dunque in anticipo anche nel 2006. Per questo si pone la necessità di rafforzare le misure strategiche.
“E’ sempre più chiaro che la risorsa acqua è un bene “finito” – ha continuato l’Assessore emiliano-romagnolo – occorre dunque una governance del tutto nuova che impegni lo Stato e le Regioni a pianificare e a gestire in forme del tutto nuove il bacino e le sue risorse idriche”.

Politiche di conservazione e risparmio, governo delle concessioni, conoscenza e monitoraggio del sistema dunque. Nella riunione si è concordato anche di rafforzare il protocollo d’intesa firmato l’anno scorso per un’attività unitaria di conoscenza e di controllo del bacino.

“Per questo – secondo Zanichelli – è importante superare al più presto il decreto 152/2006 per dar vita ad autorità di gestione del distretto idrografico costruite con la cooperazione tra lo stato e le regioni”.