Considerazione climatiche dall’Osservatorio Geofisico modenese

Il caldo a Modena: dati, statistiche, curiosità.
Nessun record, ma preoccupano la nuova tendenza del clima e il caldo notturno in città. La calura persisterà anche se con minore intensità ancora per una settimana.


L’ondata di caldo precoce di questi giorni con le giornate di martedì 27 e mercoledì 28 giugno è arrivata ormai al suo culmine. Ed è giunto il momento, grazie ai dati scientifici e attendibili, ripresi secondo gli standard di misura ufficiali, in cui si possono “tirare un po’ di somme” della questa situazione climatica che ha tanto infastidito la popolazione.
Un bilancio completato e dettagliato è stato redatto dall’Osservatorio Geofisico Universitario di Modena, accreditato riferimento meteorologico da 180 anni per quanto riguarda il tempo nella nostra città, ma anche per le aree vicine, essendo uno dei pochi punti di rilevazione, anzi l’unico nella zona, a vantare una serie di misurazioni, così lunghe e soprattutto ininterrotte, e ancora in funzione nel medesimo luogo dalla sua istituzione presso il Torrione di levante del Palazzo Ducale Estense, dato in uso all’Osservatorio da Francesco IV d’Este in persona.

I numeri del caldo
A Modena città il dato ufficiale di temperatura massima raggiunta nel 2006 è di 34.2°C il giorno martedì 27 giugno (attesi valori simili anche oggi, mercoledì 28). Nella stessa giornata la stazione del Campus di Ingegneria ha segnato 36°C esatti. Nel momento della temperatura massima l’umidità relativa non è stata così alta come si crede, avendo segnato valori del 31-38% a seconda delle zone della città. E nella notte, quando le temperature sono scese a 24-25°C in città e 21-22°C in periferia, non sempre e solo nelle zone non cementificate, ha raggiunto il fatidico 99-100%, come del resto è normale che succeda per il nostro clima. Anzi, complice forse il suolo cementificato, si osserva scarsa presenza di rugiada, un fattore che contribuirebbe, con le sue “precipitazioni occulte”, non misurabili, a umidificare il suolo e mitigare la siccità. Si tratta, comunque, di valori sufficienti a portare l’indice di disagio “Indice di Thom” al punto 27, vale a dire afa moderato-forte, prossimo alla soglia di allarme che è situata dalla bibliografia a 28.

I riferimenti del passato
Per quanto accentuate le temperature raggiunte non costituiscono un record assoluto. Già lo scorso anno, a giugno, l’Osservatorio Geofisico Universitario registrò massime di 36.3°C in Piazza Roma e di 36.7°C al Campus di Ingegneria. Valori più alti si ebbero anche nel 2002 e 2003 (rispettivamente, in Osservatorio, 35.7°C e 36.4°) e anche nel 2004 si toccarono i 34°C a giugno. Il primato di temperatura in giugno è ancora risalente al 1935 con 36.6°C. Come temperatura media mensile, invece, il giugno più caldo fu quello del 2003 (Tmed 27.5°C) seguito dal 2002 (25.0°). Questo del 2006, iniziato all’insegna del freddo, ha fatto registrare una media attorno ai 23.5°C, un valore pur sempre superiore di circa un grado e mezzo (1.5°C) rispetto al riferimento climatico. Riguardo Reggio Emilia, valori sono stati molto simili a quelli di Modena: 34°C circa in centro, 35°C circa in periferia e campagna, temperature tuttavia non da “hit parade”, sebbene non si disponga di una banca dati lunga come a Modena. Caldo anche in Appennino: ieri 30°C a Pavullo, ma anche qui nulla di strabiliante: nel 1935, allora l’Osservatorio disponeva di una stazione a Pavullo, nel centro appenninico furono registrati 34.5°C.

I segni del cambio di clima a giugno (e non solo)
Il vero fenomeno ormai chiaro e preoccupante è l’accelerazione del cambiamento climatico a giugno, ma non solo. Restando a giugno, va segnalato come i 34°C sono stati toccati o superati solo 11 volte nel periodo di misure comprendente gran parte del XIX e tutto il XX secolo, ma già 5 volte, oltretutto consecutivamente, in questo breve scorcio di inizio XXI secolo: nel 2002, 2003, 2004, 2005 e 2006. Questo significa che tutto è andato anche oltre le più pessimistiche proiezioni formulate alla fine anni ’80 e primi anni ’90.

Dove e quando fa più caldo in città?
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le zone più calde non sono costituite dal centro storico, dove anzi gli edifici più racchiusi creano una sorta di ombreggiamento, una vera e propria “canopy urbana” in gergo, limitando sia pur lievemente le temperature, bensì i piazzali e i parcheggi assolati e cementificati, ampi, senza ombra, privi o quasi di alberi. Qui misure indicative eseguite dai tecnici dell’Osservatorio Geofisico Universitario hanno evidenziato ieri, martedì 27 giugno, temperature di circa 37°C. Il problema vero, però, di queste zone della città e dei quartieri residenziali è il caldo notturno: se in campagna anche tra martedì e mercoledì il termometro riusciva a scendere sotto i 30°C entro le 21 (le nove di sera), in città vi è restato fin quasi a mezzanotte e di conseguenza le minime a fatica sono scese sotto i 24-25°C, contro i 20-21°C della campagna. L’effetto è analogo perfino nei centri minori, non solo i piccoli comuni ma perfino le frazioni.

Le previsioni
Oggi (mercoledì 28 giugno) resta ancora il gran caldo e i valori saranno simili alla giornata precedente: per effetto delle nubi alte in arrivo e dei primi temporali di calore in agguato i massimi di ieri potranno essere o meno superati. Una flessione, sia pure contenuta, del gran caldo è confermata a partire da giovedì, accompagnata forse da occasionali temporali, non vere piogge, ma solo fenomeni isolati, che dove avverranno potranno assumere carattere intenso. Benché non si possa parlare di vera rinfrescata, le temperature caleranno di almeno 2-4°C, rimanendo in ogni caso su massime oltre i 30°C anche nei prossimi giorni. Vere piogge e vere rinfrescate non sono annunciate per i 5-8 giorni di previsione attendibile.

Considerazione finale su clima e climatizzatori
“Sembrerà strano – avverte Luca Lombroso dell’Osservatorio Geofisico del Dipartimento di Ingegneria dei Materiali e dell’Ambiente dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – ma è necessario riflettere un attimo sull’uso del condizionatore: una giornata di aria condizionata in casa equivale ad almeno 20 chili di gas serra indirettamente emessi in atmosfera, il condizionatore in auto aumenta i consumi e quindi le emissioni serra di circa il 30%. Il rimedio al gran caldo rischia di essere peggiore del male, contribuendo involontariamente ad accentuare l’effetto serra antropico che probabilmente è causa del periodo che stiamo vivendo”.