Cantieri edili: più sicurezza grazie a controlli congiunti

Un impegno comune per un obiettivo importante: accrescere la cultura della sicurezza sul lavoro e la prevenzione nei cantieri edili. Con questo intento, nella settimana dal 26 al 30 giugno i Servizi di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro delle AUSL di Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza – associate per alcune iniziative nell’Area Vasta Emilia Nord – hanno attuato una campagna coordinata e intensiva di controllo delle condizioni di sicurezza sul lavoro nei cantieri edili che si affianca alla quotidiana attività di prevenzione.


Nella provincia di Modena sono stati controllati 81 cantieri in cui operavano 142 imprese, con 400 addetti complessivi (46 di questi sono lavoratori autonomi). Sono stati redatti 52 verbali di contravvenzione, corrispondenti a 80 violazioni, e sono state comminate sanzioni per un totale di 206.416 euro. Le irregolarità riscontrate mostrano percentuali in linea con quanto emerso nell’intera Area Vasta Emilia Nord.

Complessivamente, infatti, nelle quattro province sono stati ispezionati 290 cantieri, dove operavano 422 imprese con 1.462 addetti (434 di questi erano lavoratori autonomi).
Nel 44% dei cantieri sono state riscontrate gravi carenze sulla sicurezza con immediato pericolo per i lavoratori: il 38 % dei ponteggi sono risultati irregolari, nel 36 % dei lavori sui tetti le protezioni contro la caduta erano inadeguate o totalmente mancanti, il 29% degli scavi presentavano pareti instabili che potevano franare sui lavoratori.
Complessivamente 293 violazioni, da cui sono derivati 164 verbali di contravvenzione, l’80 % nei confronti delle imprese e il 20 % nei confronti delle altre figure responsabili. Le sanzioni ammontano a 615.812 euro.
Gli esiti di questa azione di vigilanza evidenziano e ribadiscono l’origine dei tanti infortuni gravi in edilizia, che funestano anche la nostra provincia: la diffusa inosservanza delle basilari norme di sicurezza, riguardanti in particolare la prevenzione delle cadute dall’alto.

Quali i motivi di tanta negligenza?
In primis va ricordato l’avanzato processo di destrutturazione del settore con la polverizzazione delle imprese: 2,4 è il numero medio di dipendenti presenti nei cantieri delle 422 imprese controllate e un esiguo numero medio di addetti influenza negativamente le capacità tecnico-organizzative delle imprese ad attuare le misure di sicurezza.

Completano il quadro: il ricorso sistematico alla catena dei subappalti verso imprese sempre più piccole, la presenza di lavoro nero, l’esplosione del fenomeno dei “lavoratori autonomi” (30% dei lavoratori nei cantieri controllati), i ritmi di lavoro esasperati.
In questo contesto assume grande importanza il ruolo che la legge assegna ai coordinatori per la sicurezza, figure che per conto del committente hanno il compito di pianificare le misure di sicurezza ed organizzare il coordinamento delle imprese durante l’esecuzione dei lavori.

In molti casi i controlli eseguiti hanno evidenziato il loro insufficiente contributo progettuale e organizzativo e ancora oggi, a distanza di 10 anni dalla loro istituzione, i Piani di Sicurezza redatti dai coordinatori risultano generici, non attinenti alle concrete opere da eseguire e scritti con linguaggio del tutto inadatto alle figure cui sono destinati. La conseguenza è che di fatto non vengono letti e rischiano di diventare mero assolvimento di un obbligo burocratico senza alcuna valenza pratica di sicurezza.

Proprio per questo i Servizi di Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro delle AUSL delle province di Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza proseguiranno l’intensivo controllo delle condizioni di sicurezza nei cantieri edili, ripetendo periodicamente analoghe campagne straordinarie di vigilanza al fine di contrastare la diffusa inosservanza delle misure di sicurezza.
Contestualmente intensificheranno le attività di assistenza e informazione alle imprese e ai lavoratori volte a promuovere la cultura della prevenzione nei cantieri.

Per quanto riguarda la provincia di Modena vale la pena ricordare che nel corso del 2004 sono stati denunciati all’Inail e indennizzati ben 1.939 infortuni; di questi, 106 hanno causato nel lavoratore un’invalidità permanente (il dato emerge dall’ultimo report elaborato dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL).

In particolare il settore delle costruzioni rappresenta uno dei comparti produttivi storicamente più caratterizzati da elevati indici di rischio infortunistico. In provincia di Modena, negli ultimi 15 anni, il settore delle costruzioni ha causato, in media, 3,9 eventi mortali/anno, con un picco di 9 nel 1996. La causa più frequente, come risulta dalle inchieste infortunio che il Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPSAL) del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl compie per conto della Procura della Repubblica, è la “caduta dall’alto”, che ha causato ben 15 dei 29 decessi avvenuti tra il 1998 e il 2005, seguita da “schiacciamenti” e “folgorazioni”.