Fiorano: no alla variante

“Abbiamo respinto la seconda variante al Piano Particolareggiato La Fornace. Se, come auspico, anche i ricorsi messi in campo dalla proprietà saranno respinti, il palazzo restrostante l’Iperfamila, all’angolo fra la Ghiarola Nuova e via San Francesco, non cambierà destinazione d’uso e gli attuali spazi non diventeranno appartamenti per la residenza” – spiega il Sindaco di Fiorano Modenese Claudio Pistoni -.

“E’ una decisione che ho assunto insieme alla Giunta e che il Consiglio Comunale ha approvato, basato su un esame approfondito del contesto. Non ritengo che in quel palazzo gli appartamenti avrebbero avuto standard adeguati, sia per la posizione del palazzo, sia per le scelte adottate che possono funzionare per un uso a direzionale, non per abitarvi, come spiega la delibera”.

La delibera recita “di non poter condividere le osservazioni in merito alla compatibilità della destinazione residenziale, pur drasticamente ridotta e contenuta nel sito meno esposto del fabbricato, all’ultimo piano, e ciò in ragione del particolare momento in cui si colloca la richiesta di variante, effettuata con riferimento non già ad un’area vergine, bensì ad un complesso immobiliare già realizzato e completato in esecuzione della variante precedentemente assentita e convenzionata, strutturato e funzionalizzato specificatamente all’insediamento di attività commerciali e terziarie, collocato per di più in un contesto territoriale delicato in ragione della prossimità di insediamenti produttivi e di viabilità intensamente trafficata, con conseguenti impatti ambientali significativi. Più in particolare si ritiene che la collocazione della residenza all’interno di un volume edilizio caratterizzato da uno stretto rapporto pertinenziale con la sottostante piastra commerciale, privo di alcuna protezione (nè di spazi verdi, nè di volumi edilizi) rispetto alle fonti di inquinamento circostanti, rappresentate appunto sia dal traffico che dalle attività industriali contigue, non soddisfi le condizioni minime di compatibilità urbanistica con il contesto esistente. La controprova della fondatezza di tale conclusione è fornita dalla circostanza che la stessa proprietà aveva inizialmente proposto, il Comune approvato e ambedue le parti ritualmente convenzionato con atto dell’8 Maggio 2000, una prima Convenzione e un Piano progettato in funzione di un corretto inserimento della quota residenziale, collocata all’interno del lotto e ‘protetta’ dalla predominante quota di terziario, e più precisamente commerciale, sui lati sud ed ovest del comparto. Successivamente la proprietà ha proposto una variante radicale allo stesso Piano, approvata dal Consiglio Comunale n. 46 del 30 Settembre 2002 ed attualmente vigente, comportante una conformazione composta da un corpo di fabbrica strettamente funzionale ad uno specifico insediamento commerciale di medie dimensioni, strutturato per evidenti ragioni di funzionalità ed economicità in forma orizzontale, nonchè di un ulteriore sovrapposto edificio, fisicamente e funzionalmente complementare al primo, destinato ad ospitare attività di tipo terziario, conformando così l’intero complesso immobiliare in modo incompatibile con la successiva allocazione di una destinazione residenziale”.

“Non è stata la paura che negli appartamenti venissero ad abitare lavoratori extracomunitari, che sono cittadini con pari diritti e doveri di ogni altro – precisa Claudio Pistoni – ma la serena constatazione che non vi fossero gli standard minimi di qualità urbanistica e di vivibilità che vogliamo per Fiorano. La tranquillità ci deriva dal fatto che una destinazione d’uso quell’edificio l’ha avuta e semplicemente non riteniamo idoneo il cambiamento richiesto per le motivazioni, in parte sopra esposte”.