Nuova vita a Pieve di Rubbiano con restauro canoniche

La Pieve di Santa Maria Assunta di Rubbiano, in Comune di Montefiorino, fu persecoli un centro di riferimento religioso e culturale per la parte di Appennino modenese attraversata dalla Via Bibulca.

Il primo documento storico che la cita risale al IX secolo dopo Cristo. Il complesso della Pieve, che si erge sulla vallata dei torrenti Dolo e Dragone, è costituito dall’edificio ecclesiastico, dalla torre campanaria, entrambe di epoca romanica, e da una piccola sagrestia annessa. Attorno al nucleo degli edifici sacri sono disposti a ventaglio quelli di servizio della comunità: la canonica vecchia (‘400-‘600), la canonica nuova (‘800-‘900) e la stalla con fienile.

Grazie al restauro appena concluso, progettato e finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, sono state recuperate le due canoniche, restituendo l’antico volto al borgo, che nonostante le trasformazioni, ha mantenuto l’impianto medievale. L’edificio della canonica vecchia diventerà un museo e potrà accogliere l’antico archivio cartaceo di Rubbiano, insieme ad arredi, paramenti sacri superstiti e opere d’arte appartenenti alle numerose chiese della giurisdizione della Pieve. La canonica nuova ospiterà una sala per conferenze e un’area da adibire a foresteria. La presenza di un custode garantirà la manutenzione e l’apertura della Pieve e degli spazi espositivi.

Nell’ambito del progetto di restauro (che ha richiesto due anni ed è costato quasi 1.5 milioni di euro) sono stati rifatti anche l’impianto di
illuminazione e sonorizzazione della Pieve, un edificio eretto in grossi conci di arenaria squadrata, con pianta a tre navate a transetti e absidi
sporgenti. Info: 0536/960162.