644 docenti modenesi attendono corsi abilitanti

Sono 644 i docenti modenesi che aspettano da mesi l’attivazione dei corsi per l’abilitazione all’insegnamento. 144 di essi appartengono alla scuola dell’infanzia, 172 alla primaria e 325 alla secondaria; i restanti tre docenti sono stati ammessi ai corsi con riserva. Previsti dalla legge 143/2004 e dal dm n. 21 del febbraio 2005, i corsi avrebbero dovuto essere organizzati e gestiti dalle Università (anche quella di Modena) entro l’anno accademico 2005-2006, ma a tutt’oggi i docenti interessati non hanno notizie certe, benché siano stati ammessi ai corsi il 27 marzo scorso.


Il caso è sollevato dal sindacato Cisl Scuola di Modena, al quale si rivolgono quotidianamente docenti allarmati dal timore di perdere, insieme ai corsi, l’attesa abilitazione all’insegnamento.
«Il problema riguarda i docenti non abilitati, dei vari ordini di scuola, che hanno prestato almeno 360 giorni di servizio di insegnamento dal 1° settembre 1999 al 6 giugno 2004 – spiega il segretario provinciale della Cisl Scuola Luigi Belluzzi – Per l’inserimento nella graduatorie permanenti devono frequentare i corsi abilitanti che avrebbero dovuto essere attivati entro il 31 dicembre 2005. Constatata l’impossibilità di rispettare questo termine, il Ministero dell’Università ha annunciato l’attivazione dei corsi per la scuola dell’infanzia e primaria prima dell’estate, quelli per la scuola secondaria a partire da settembre. Ma a oggi – osserva Belluzzi – nessuno è in grado di fornire notizie ai 644 docenti modenesi che nei corsi abilitanti hanno riposto le loro attese professionali».


L’incertezza non riguarda solo il quando, ma anche la durata dei corsi (annuale o biennale?) e il costo – si parla di mille euro – a carico dei singoli docenti. Le ultime indiscrezioni danno per probabile la partenza a settembre dei corsi per tutti gli ordini scolastici, mentre sarebbero imminenti le istruzioni per l’immatricolazione, cioè modalità e ammontare della quota pro capite di iscrizione.
«Intanto gli ammessi ai corsi “fantasma” vivono in un comprensibile stato d’ansia, accentuato dalla totale mancanza di informazioni. Nel frattempo – conclude Belluzzi – devono rassegnarsi a cominciare il nuovo anno scolastico nelle graduatorie permanenti con riserva, cioè ancora precari».