Sergio Celloni (Udc) risponde all’assessore Romagnoli

Incontri ‘Vivere è stupefacente’ – I giovani e la droga. In risposta all’articolo dell’assessore Romagnoli.
“Per prima cosa, ci tengo a correggere un errore dovuto a problemi di trascrizione. Desidero precisare che gli incontri non avverranno questo fine settimana, ma tra il 22 ed il 24 di Settembre”.


“Secondo, intendo ringraziare la Romagnoli, assessore alle politiche giovanili, perché mi permette di precisare punti forse non chiari. Giustamente mi fa notare che già oggi i giovani usano –e spesso abusano- di sostanze alcoliche e di tabacco.
Concordo: penso anche sia necessaria una operazione pedagogica per spingere i giovani a non essere schiavi del tabacco. Analogamente, credo che l’abuso di alcool sia un problema serio, che si dovrà affrontare.
Tuttavia, questo ragionamento non fa che confermare quanto da me suggerito: anziché attuare politiche permissive nei confronti di queste sostanze, meglio sarebbe affrontare le cause di disagio che portano all’uso di droghe.
Mi viene da pensare che certe attenzioni nei confronti dei giovani spesso siano limitate ad un consentirgli ogni cosa; lasciandogli credere sia tutto dovuto e concesso; come se ogni forma di costrizione facesse venir meno la propria libertà individuale. Quando tutti sappiamo che l’utilizzo di droghe porta anzi ad una vera e propria schiavitù.

A mio avviso, di fronte ad un problema tanto delicato, occorre porsi in modo più rispettoso e attento alla salute delle persone; offrendo una maggiore ed equilibrata informazione su questi problemi, evitando il più possibile gli enormi danni sociali causati dall’uso di sostanze stupefacente.
Vorrei che queste ideologie iper-liberiste (in realtà, sempre più spesso, liberticide) si confrontassero di più con le realtà concrete delle famiglie dove vi sono figli vittime della droga; costrette a vivere in situazioni personali e familiari veramente angoscianti.
Credo esista una sorta di mitologia, dietro l’uso di droghe e l’abuso di sostanze alcoliche; ed è proprio tale mitologia che dovremmo smontare. Chi usa la droga non è né più adulto, né più sensibile degli altri; così come l’alcool non è certo il modo migliore per vincere la timidezza.
Anche perché, diradate le nebbie di queste credenze, resta soltanto il disagio, l’angoscia, e famiglie vittime di situazioni che non sono mai veramente in grado di affrontare”.

(Sergio Celloni, Consigliere UDC, Presidente della Commissione Controllo e Garanzia).