Reggio E.: in arrivo 550 mila euro per la protezione civile

Ammontano a 550 mila euro gli stanziamenti che la Regione Emilia-Romagna ha destinato alla Provincia di Reggio Emilia per la messa in sicurezza di sei situazioni di dissesto idrogeologico che si sono venute a creare a causa di due eventi meteorologici, caratterizzati da intense piogge, che hanno colpito alcune porzioni del territorio provinciale nei giorni dal 9 all’11 aprile e dal 6 al 9 ottobre durante il corso del 2005.

Tre di queste sono legate alla riattivazione di alcuni movimenti franosi nei comuni di Baiso, Vetto e Toano; le altre sono situazioni legate a tratti critici della rete idrografica nei Torrenti Crostolo (a Vezzano), del Rio Cerezzola (Canossa) e nel Rio Enzola (Bibbiano).

A coordinare le azioni di programmazione per la provincia di Reggio Emilia, è stato l’assessore alla Protezione Civile Luciano Gobbi. L’individuazione strategica delle priorità delle opere di messa in sicurezza è stata coordinata con il concorso dei Comuni interessati dagli eventi calamitosi, con il Servizio tecnico bacini Enza, Panaro e Secchia, i consorzi di bonifica Parmigiana Moglia Secchia e Bentivoglio Enza.

A questi interventi, su opere pubbliche, si vanno ad aggiungere ulteriori cinque interventi, già finanziati dalla Regione nel 2005, con le apposite procedure di urgenza che riguardano il consolidamento della frana di Rio San Luca a Ciano d’Enza (90 mila euro), la messa in sicurezza della parete di Onfiano (85 mila) lungo la strada fondovalle Tresinaro (Sp 98), il ripristino della viabilità fra le frazioni di Ca’ Talami e Ca’ Pensieri (50 mila euro) e il ripristino delle opere di consolidamento a Monte Cassola (€45 mila euro) a Baiso, il consolidamento della scarpata di valle della Sp58 nei pressi di Bergonzano (50 mila euro) e le indagini geognostiche condotte presso il lago di Bianello (20 mila euro) a Quattro Castella, il consolidamento della frana di Monte San Vitale nel comune di Carpineti (50 mila euro).

“Tale programmazione di interventi urgenti sul territorio provinciale – ha sottolineato l’assessore provinciale alla Protezione Civile Luciano Gobbi – si unisce alla positiva opera di messa in sicurezza e riduzione del rischio avviata nell’ultimo quinquennio, anche a seguito degli eventi di piena del Po e dissesto idrogeologico del 2000. In questa fase, gli interventi previsti serviranno a tamponare una situazione di urgenza aggravatasi negli ultimi tempi principalmente a causa della scarsità di fondi stanziati sulle Ordinanze Governative attive per i dissesti più importanti della nostra provincia (Frana di Ca’ Lita e Frana di Rossena), che risultano estremamente onerose, non solo per la realizzazione delle opere di consolidamento, ma anche per i costi di manutenzione delle opere già realizzate”.

Si tratta, infatti, di fenomeni franosi molto estesi e complessi che richiedono opere speciali per il contenimento dei versanti colpiti ed il drenaggio delle acque che le alimentano oltre ad una continua manutenzione delle stesse. Tali situazioni non possono quindi essere fronteggiate con le disponibilità del Fondo Regionale di Protezione Civile, ma necessitano di nuovi canali finanziari specifici che permettano di ripristinare una condizione di sicurezza duratura nel tempo per gli abitati interessati: “Occorre prendere coscienza della indifferibile necessità di trasferire le risorse per affrontare questa situazione di crisi, mediante la copertura dell’apposito provvedimento di legge sulla Difesa del Suolo, azione che deve trovare una adeguata risposta da parte del Governo nell’ambito di una rinnovata attenzione al problema del dissesto idrogeologico nel nostro Appennino”.

Infine, l’assessore Gobbi ha spiegato che “la Provincia, nell’ambito delle proprie competenze, conferma in ogni caso la disponibilità a seguire il percorso tecnico-amministrativo necessario a risolvere le problematiche in corso, per permettere lo svolgimento positivo delle azioni per la messa in sicurezza idraulica e idrogeologica del territorio”.