Bologna: manifestazione 1° aprile, la condanna del Consiglio

Il Consiglio Comunale ha approvato ieri un ordine del giorno per esprimere ferma condanna dell’utilizzo di simboli e slogan legati alla tradizione
fascista e dell’uso di espressioni violentemente omofobe.


Questo il testo dell’ ordine del giorno.
“Il Consiglio Comunale di Bologna
rilevato che sabato 1 aprile 2006, in Piazza Galvani, ha avuto luogo una manifestazione non autorizzata del gruppo neofascista Forza Nuova, facente parte della formazione politica di estrema destra denominata Alternativa Sociale, in cui sono stati utilizzati simboli, gesti, termini e slogan
direttamente riconducibili alla tradizione fascista; in quella occasione il segretario nazionale di Alternativa Sociale, Roberto Fiore, dopo essersi
scagliato contro gli immigrati in lista per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, ha concluso il suo intervento pronunciando la frase “meglio fascisti che froci”;

Considerato che
Il 14 gennaio 2003, intervenendo alla Camera dei Deputati in merito ad azioni violente messe in atto da Forza Nuova a Bari contro esponenti della
locale comunità gay, il Ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu ha affermato: “Si tratta di gesti che, anche quando hanno solamente carattere
dimostrativo e non producono danni rilevanti, sono comunque espressione di metodi violenti, che puntano a condizionare la normale dialettica
democratica e, conseguentemente, a degradare i rapporti civili. (…) Perciò, forme di illegalità politica diffusa come quelle praticate da Forza Nuova e da altri gruppi non possono essere più a lungo tollerate”;
Il 22 luglio 2005 il Comune di Bologna ha aderito alla Carta europea dei diritti dell’uomo nella città, nella quale viene bandita ogni discriminazione “legata all’origine, al colore, all’età, al sesso o alle scelte sessuali, alla lingua, alla religione, all’opinione politica, all’origine etnica, nazionale o sociale, o al reddito”;
Il 18 gennaio 2006 il Parlamento Europeo ha approvato, con un voto trasversale agli schieramenti politici, una Risoluzione contro l’omofobia in Europa, che definisce l’omofobia come “una irrazionale paura ed avversione dell’omosessualità e delle persone Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) basata sul pregiudizio, assimilabile al razzismo, xenofobia, antisemitismoe sessismo” e che invita i paesi membri a “riconoscere pienamente gli omosessuali come bersagli e vittime del regime nazista”;

Condanna fermamente
l’utilizzo di simboli e slogan legati alla tradizione fascista, in palese violazione della legge 645 del 1952 altrimenti nota come Legge Scelba sul
divieto di ricostituzione del Partito Fascista;
l’uso di espressioni violentemente omofobe e xenofobe come quelle pronunciate sabato 1 aprile in piazza Galvani, che non possono trovare
cittadinanza in una città come Bologna, medaglia d’oro della Resistenza e Città d’Europa”.

L’ordine del giorno, presentato dai consiglieri Sergio Lo Giudice, Maurizia Migliori, Camilla Giunti, Donata Lenzi, Corrado Melega, Elisabetta Calari,
Roberto Panzacchi, Emilio Lonardo, Gianni Sofri, Claudio Merighi, Giovanni Mazzanti, Roberto Sconciaforni e Serafino D’Onofrio, è stato apprivato con 15 voti favorevoli (DS; Riformisti; RC; Verdi) e 2 astenuti (FI; LtB).