Sassuolo: ultimo Consiglio Comunale prima delle ferie

L’ultima seduta del Consiglio Comunale prima delle vacanze estive ha registrato alcuni punti importanti. Dibattute diverse interrogazioni, c’è poi stato l’interessante momento dedicato alla visita in aula dei bambini Saharawi. E infine una variazione al bilancio di previsione che ha registrato un lungo dibattito.


Il primo punto ha visto il consigliere della Lega Nord Gian Francesco Menani chiedere lumi all’assessore Morini sulle competenze riguardanti il parcheggio del direzionale ex Saime, che nella denuncia di Menani risulta carente per manutenzione e pulizia oltre che utilizzato spesso in maniera impropria.
Morini ha riferito delle caratteristiche sulla gestione di questo parcheggio e portato la documentazione relativa.
Menani si è dichiarato insoddisfatto della risposta.

Al punto successivo il consigliere di Alleanza Nazionale Luca Caselli ha interrogato il sindaco a proposito degli sviluppi per la realizzazione della bretella, in relazione al fatto che avanzano i progetti per la Cispadana e il raddoppio della Pedemontana nella zona vignolese, mentre il collegamento autostradale sassolese resta in dubbio.
Pattuzzi nella risposta ha ricordato il lungo iter, le promesse di finanziamenti registrate anche negli ultimi anni e poi risultate non corrispondenti alla realtà; ha rilevato lo stato di difficoltà dell’Anas e ammesso che il progetto resta per ora una flebile speranza, legata principalmente all’intervento delle concessionarie o a eventuali piani alternativi. Cispadana è un’autostrada regionale che darà ai realizzatori un ritorno economico. Per questo il progetto avanza.
Caselli si è dichiarato insoddisfatto della risposta e ha chiesto una difesa più decisa per il comprensorio sassolese, che dovrebbe contare a suo parere di più.

Il consigliere di Rifondazione Comunista Giampaolo Marchesini ha poi interrogato il sindaco sulla risorsa acqua e in particolare sulle operazioni che vanno in direzione di una gestione della risorsa affidata a concessionarie.
Marchesini paventa una privatizzazione dell’acqua, bene primario, risorsa preziosa che per legge e convenzioni deve rimanere di proprietà pubblica ed essere distribuita secondo i concetti di solidarietà.
Nella replica il sindaco ha precisato la situazione, spiegato che le reti e gli impianti restano interamente di proprietà comunale, ma ha anche chiarito che si va verso una rinuncia alla gestione in economia in tutti i settori pubblici, dove ormai le piccole dimensioni determinano scarsa competitività e finiscono per risultare perdenti dal punto di vista economico.

In sede di risposta a questa interrogazione il sindaco ha dato anche conto del primo passaggio nella selezione del partner industriale di Sat: tre le offerte pervenute, da Hera, Enìa e Edison, due pari all’offerta base e una con un ridottissimo incremento. C’è spazio per i rilanci e martedì prossimo dovrebbe esserci l’assegnazione.
Proseguendo il discorso sull’acqua Pattuzzi ha precisato che la gestione di questo bene richiede investimenti importanti, realizzabili solo con scelte economiche di ampio respiro. Il 35 per cento dell’acqua disponibile viene dispersa per cattivo stato delle condotte Non si può rimanere ancorati al passato, ha concluso il sindaco.
Marchesini si è dichiarato non soddisfatto e ha ribadito la sua richiesta di una gestione completamente pubblica dell’acqua.

Nell’interrogazione successiva ancora Giampaolo Marchesini ha chiesto spiegazioni sulle condizioni di salute di alcune piante in una specifica aiuola del territorio. Pioppi che sembrano in cattivo stato di salute per i quali il consigliere richiede un intervento di potatura o di “capitozzatura”.
L’assessore Morini ha risposto di essere a conoscenza del problema, che effettivamente la situazione delle piante è precaria, che la capitozzatura non è consentita dagli attuali regolamenti ma che si sta lavorando per una soluzione complessiva.
Marchesini si è dichiarato soddisfatto della risposta.

Il consigliere Nicola Caserta, Gruppo Misto, ha interrogato l’assessore Stefano Cardillo a proposito della privatizzazione del Nido Sant’Agostino e in particolare sulla sorte del personale che lavorava nella struttura pubblica fino allo scorso anno. Ha chiesto che si operi per ottenere l’assunzione del personale che già lavorava nella struttura da parte della ditta appaltatrice, tenendo anche conto che sarà comunque richiesta una professionalità che questi operatori hanno già acquisito.
L’assessore Cardillo ha spiegato che pur essendo i contratti di chi lavorava al Nido tutti scaduti con la fine dell’anno scolastico, e non essendoci quindi obbligo da parte dell’azienda che subentrerà, di mantenere lo stesso personale nella sua pianta organica, l’azienda stessa ha manifestato la volontà di attingere alla graduatoria comunale per la ricerca degli operatori che gestiranno il Nido. Inoltre alcuni dei lavoratori usciti dalla struttura sono stati reintegrati nei servizi comunali in altri uffici o posizioni.
Cardillo ha specificato in particolare che tutte le scelte sono state operate attraverso modalità concordate con le operatrici del Nido stesse e con le parti sociali.
Caserta si è dichiarato soddisfatto della risposta.

Dopo questo punto il consiglio ha sospeso il dibattimento per dare invece spazio all’accoglienza di un gruppo di bambini provenienti dalla comunità Saharawi, in visita, come ormai accade da diversi anni al nostro comprensorio, dove soggiornano per un periodo estivo accompagnati dalle associazioni locali di solidarietà che hanno preso a cuore la causa del popolo di questa parte del Sahara occidentale.
L’assessore ai servizi sociali Susanna Bonettini ha salutato i bambini, “piccoli rappresentanti di un grande popolo” e i loro accompagnatori. In seguito è stato mostrato al consiglio un video che riassumeva la storia e la causa del popolo Saharawi, che oggi appartiene alla Repubblica Araba Saharawi Democratica, riconosciuta ufficialmente dall’Onu.
La difficile storia di questo popolo ha origini all’inizio degli anni sessanta, quando la gente abitante nel Sahara occidentale viene estromessa dai suoi territori, prossimi al mare, a causa delle rivendicazioni di diritti su quella aree da parte di Marocco e Mauritania, ai quali in seguito si aggiunge la Spagna. Cadute le pretese della Mauritania, e rivelatesi solo economiche le richieste spagnole, è il Marocco a imporsi nel territorio, elevando anche un lungo muro che chiude il popolo Saharawi fuori da queste aree. Negli anni successivi i Saharawi denunciano numerosi atti violenti da parte del Marocco e la chiusura nelle carceri di centinaia di persone. Nel frattempo l’Onu appronta un piano di pace che il Marocco non sottoscrive. Avanzano accordi economici e di diritti di pesca nei quali il popolo Saharawi chiede di essere incluso, incorrendo ancora nel rifiuto marocchino. Da oltre dieci anni la guerra vera e propria col Marocco è finita, anche se resta la separazione determinata dal muro custodito dai soldati.
La Repubblica Saharawi celebra nel 2006 i suoi trent’anni di vita, tutta condotta in esilio in un territorio desertico e quasi privi di risorse, lontano dal mare, e rilancia la richiesta di rientrare nei territori storicamente occupati. L’Italia, dicono i rappresentanti Saharawi, ha buoni rapporti con molte popolazioni dell’Africa occidentale e può quindi fare da tramite e coinvolgere l’Unione Europea nella sensibilizzazione sul problema.
Susanna Bonettini ha ricordato quello che il Comune di Sassuolo sta facendo per il popolo Saharawi. Il sostegno va avanti dal 2003, quando ci fu la prima adesione di Sassuolo a un programma di ristrutturazione di una scuola professionale femminile (le donne hanno grande importanza nella popolazione del Sahara).
In seguito il Comune ha contribuito alla realizzazione dell’arena cinematografica e dall’anno scorso partecipa ai progetti di accoglienza dei bambini. Nel 2005 li ospitò per alcuni giorni al Parco Albero d’Oro e in escursione a Gombola. Quest’anno ha garantito una settimana di soggiorno in una colonia di Riccione. L’assessore ha ribadito che l’impegno di Sassuolo per questi bambini nati in esilio, proseguirà anche nei prossimi anni.
Va infine ricordato che il consigliere di An Luca Caselli prima che venisse trattato questo argomento in aula ha dichiarato la sua volontà di non partecipare e ha momentaneamente lasciato la sala consiliare.

Il punto successivo e finale della serata ha riguardato una variazione al bilancio di previsione, comunicata dal sindaco, per maggiori entrate per 578mila euro, provenienti in gran parte da fonte tributaria e in particolare dal condono, da rassegnare a diversi capitoli. In maggioranza i fondi andranno alla spesa corrente ma finanzieranno o integreranno i finanziamenti di altre iniziative, di ambito scolastico o culturale (Festival della filosofia).
Pattuzzi ha chiarito in questo modo la scelta di approvare la variazione adesso e non, come avviene tradizionalmente in settembre, con la necessità di finanziare attività che a settembre saranno già in fase di avvio o in corso.
Il sindaco, in questo punto che prevedeva una “ricognizione sullo stato dei programmi” per testimoniare la rispondenza delle attività in corso alle previsioni di bilancio, ha anche assicurato che il documento programmatico è rispettato e che tutti i parametri relativi al patto di stabilità sono sotto controllo.

Ampio ovviamente il dibattito che si è sviluppato e che dal bilancio si è spostato anche sul confronto politico. Restando al tema del punto all’ordine del giorno Luca caselli di An, ha rilevato come gli sembrino spariti i lamenti sui tagli del governo che negli anni precedenti erano stati indirizzati all’esecutivo di centro-destra.
Mario Cardone del Gruppo Misto, ha apprezzato il fatto che non ci siano più gli avanzi di bilancio di rilevante entità, a suo parere indice di scarsa programmazione. Ha rivolto un plauso particolare ai capitoli riguardanti il Progetto giovani e lo Sportello Europa.
Fabrizio Tincani del gruppo Uniti per Sassuolo La Margherita, ha chiesto il perché dell’anticipo di questa destinazione di maggiori entrate rispetto all’abituale momento di settembre. Ha accolto le spiegazioni del sindaco dichiarando un “atto di fiducia”. Ha richiesto maggiore attenzione alla sussidiarietà nella destinazione delle risorse, come previsto dal programma.
Anche Antonio Caselli di Apd ha sottolineato il tema dell’urgenza e dichiarato di non capirne il motivo, giudicando che azioni come questa sottintendano un problema interno alla maggioranza.
Gabriele Giovanardi, Gruppo Misto, ha richiesto maggiore attenzione nella programmazione, specie delle spese per il capitolo scuola e apprezzato l’assenza di grandi avanzi di bilancio.
Fulvio Bonvicini capogruppo di Uniti per Sassuolo La Margherita, ha rilevato come la discussione andasse a toccare temi politici distanti dall’argomento della variante al bilancio di previsione, giudicando quindi esaustiva su questo punto la relazione del sindaco.
Corrado Scalabrini, ancora del gruppo La Margherita ha contestato l’assenza di priorità chiare, che determina quindi a suo parere la necessità di variazioni nella destinazione di fondi suppletivi.
Paolo Vincenzi, di Forza Italia, ha ribadito la sua contrarietà all’attuale gestione del bilancio e in particolare alla costituzione di Sgp, la società di proprietà pubblica per le gestioni patrimoniali che giudica uno strumento per giochi contabili, i quali tolgono spazio alla corretta programmazione finanziaria.
Il consigliere Vecchi, dei Ds, ha spostato l’attenzione sui temi ambientali facendo ancora una volta riferimento a una necessità di programmazione complessiva e di stretto collegamento fra tutti gli uffici del Comune per le scelte di piccola gestione della città.

La variazione al bilancio di previsione è stata approvata con i voti favorevoli del sindaco, dei Ds, di Nicola Caserta del Gruppo Misto, dei consiglieri Bonvicini, Vandelli e Righi della Margherita.
Contrari Marchesini di Rifondazione Comunista, Forza Italia, Lega, Udc e An.
Si sono astenuti i consiglieri Cardone e Giovanardi del Gruppo Misto, Scalabrini e Tincani della Margherita, Antonio Caselli di Apd.