Strage Bologna: dichiarazione di Leoni (FI)

“Se la sinistra emiliana crede che sia ora di svelare i misteri e togliere il segreto di Stato sui tanti episodi che hanno insanguinato la storia italiana, qual è il problema? Lo chieda al Governo Prodi, con la consapevolezza che sulla strage del 2 agosto di Bologna il segreto di Stato non c’è e che di conseguenza chi lo invoca lo confonde, volutamente o no, con il segreto sugli atti di indagine che dipende dalla magistratura”.


Lo ha affermato il Consigliere regionale di Forza Italia dell’Emilia Romagna Andrea Leoni che ha preannunciato una interrogazione volta appunto a sollecitare il Presidente della Regione Vasco Errani a farsi promotore a Roma della richiesta di “chiarire punti oscuri, anche di quelli che non fanno comodo”.

“Perché – aggiunge Leoni – è anche vero che su vicende inerenti alla strage della stazione di Bologna, come su altri fatti bui del nostro passato, ci sono episodi inquietanti mai entrati nella materia processuale, circondati da una fitta nebbia di silenzi ed omissioni, che forse proprio la sinistra preferisce che rimangano chiusi dentro gli armadi”.

“Le sinistre che tuonano contro il segreto di Stato, tranne quando sono loro a governare, oggi che siedono nuovamente nella stanza dei bottoni possono far sì che si svelino i retroscena di episodi controversi e luttuosi, sempre che siano disposti a rivelare i fatti senza revisionarli ed adattarli a verità precostituite”.

“Dà infatti da pensare – ha concluso Leoni – che l’assessore bolognese Mancuso parli in questi giorni di ritoccare la commemorazione del 2 agosto, non più ricordando solo la strage della stazione, ma collegandola a tutti gli avvenimenti luttuosi che hanno coinvolto in qualche modo Bologna, dalla resistenza al delitto Biagi. Una vera aberrazione che servirebbe solo a mascherare le responsabilità storiche della sinistra, soprattutto di quella estrema, che diede vita agli anni di piombo, allo stragismo eversivo e che ancora si è macchiata di efferati delitti come quello di Biagi, confondendole nel mare della retorica antifascista”.