Luca Caselli (AN) sulla lettera di Pattuzzi al Console del Marocco

“L’iniziativa del Sindaco Graziano Pattuzzi, che ha chiesto formale collaborazione al Console del Marocco in Italia sui problemi di Braida, da un lato è certamente utile, ma dall’altro mette a nudo le contraddizioni e le false promesse della sinistra”.

“Dove sono finiti, ora, i vari parlamentari ulivisti (Rutelli in testa) che proprio Pattuzzi aveva chiamato a Sassuolo e che avevano promesso di dedicarsi con particolare attenzione ai problemi di Braida?
Forse si sono già dimenticati, così come si sono dimenticati delle promesse fatte all’elettorato di Sassuolo, compresi i rinforzi e i mezzi al Commissariato.
E, soprattutto, perché il Sindaco chiede collaborazione al Console per un “aiuto ad identificarli esattamente per consentire il rimpatrio” quando gli esponenti nazionali della sinistra chiedono a gran voce di abolire la legge Bossi – Fini, senza la quale il rimpatrio dei clandestini non sarà più possibile?
Senza contare che lo stesso Pattuzzi, oggi paladino dei rimpatri, più volte si è dichiarato contrario a quella legge, auspicando un ritorno alle normative più blande in fatto di immigrazione.
Pattuzzi, quindi, si metta d’accordo con se stesso e, soprattutto, con la propria maggioranza, visto che il Marocco è il principale oppositore del popolo Saharawi, i cui rappresentanti sono stati pubblicamente invitati a luglio in consiglio comunale, con tanto di celebrazione della loro lotta, proiezione di filmati e discorsi contro il Regno del Marocco.
Dubito, quindi, che il Console, dopo tante feste ai nemici della sua nazione, possa concedere aiuto a un comune che, con la solita leggerezza, ha pensato di dare il proprio sostegno a guerre tra popoli lontani, dimenticando che qui da noi vive una comunità marocchina molto nutrita e che i rapporti con le autorità del Marocco andrebbero rinsaldati anziché resi difficili”.

Luca Caselli
(Capogruppo AN Sassuolo e Consigliere Provinciale)