L’AISAD scrive al Presidente della Regione, Errani

Gli operatori commerciali che hanno frequentato i corsi di formazione obbligatori previsti della L.R. n.5 del 17 febbraio 2005, al fine di acquisire conoscenza della nuova normativa e conferire ulteriore professionalità al proprio lavoro che vede al centro il benessere animale e la giusta remunerazione del proprio impegno, si trovano oggi di fronte ad un problema tanto inaspettato quanto preoccupante, vista l’impossibilità materiale di darvi soluzione come richiesto dalla delibera regionale n. 394 del 2006.

Infatti le misure previste per i box degli animali (in particolare per cani e gatti) non sono compatibili con le dimensioni dei nostri negozi (400 nella nostra regione) che misurano in media 60/ 70 mq per attività e che sono in gran parte collocati nei centri storici di città e paesi con vincoli urbanistici e situazioni di rete commerciale diffusa che non consentono ampliamenti di superficie nel breve periodo.

La nuova normativa, che giustamente privilegia il benessere dei piccoli animali, non ha tenuto conto di questa situazione e cosa avrebbe significato superare con tanto slancio i box attualmente in commercio in tutta Europa che, a nostro parere, salvaguardavano in buona misura le attese sul benessere dei piccoli animali, specie se considerato il tempo molto breve di permanenza nei negozi degli stessi e che sono in gran parte rappresentati da cuccioli. Una normativa questa più consona ad allevamenti e pensionati che non per questa tipologia di attività che noi rappresentiamo.

La nostra è una storia di positiva collaborazione e di tutela del benessere animale riconosciuta in ogni ambito, specie da chi si affida a noi con fiducia ricevendo tutte le informazioni necessarie alla cura e al benessere dei soggetti acquistati e ne garantisce la tracciabilità su tutti i passaggi della filiera.
Mettere in crisi questo importante anello della catena significa consegnare il settore ad un crescente mercato illegale, da noi sempre combattuto, e che non fornisce garanzia alcuna a grandi e piccoli che desiderano condividere il proprio tempo con piccoli animali di affezione.
La nostra associazione che ha adottato da tempo un codice deontologico al quale i nostri associati devono attenersi, pone pertanto la richiesta di rivedere la delibera regionale n. 394 del 2006 con la prescrizione di misure dei box che siano compatibili con la realtà dimensionale delle nostre imprese (quelle prodotte delle principali industrie in commercio) e, in subordine, tempi di applicazione della nuova normativa (comunque corretta) in un arco temporale di un quinquennio, per lasciare il tempo necessario alle imprese commerciali di valutare un progetto espansivo della loro attività, specie per chi opera all’interno dei centri storici e urbani.

Non va dimenticata la realtà nella quale i nostri operatori si trovano a competere con altre regioni a noi vicine, con disparità abissali di regolamenti.
Chiediamo poi un tavolo di lavoro per valutare le condizioni da applicarsi a fronte della richiesta (molto presente) di quanti sono costretti per cause di forza maggiore a sistemare i loro piccoli animali presso le nostre imprese, onde evitare abbandoni o movimentazioni illegali, cosa che richiede a nostro parere una normativa transitoria.

Per ultimo, ma non per importanza, chiediamo alla Regione di farsi carico di una campagna informativa di sensibilizzazione sui problemi attinenti alla tutela e al benessere dei piccoli animali, alla quale intendiamo collaborare come elemento di garanzia verso i cittadini: non basta più appellarsi affinché gli animali non vengano abbandonati, bisogna anche indicare soluzioni alternative e possibili da praticare in stato di necessità.
Con fiducia.

-Il Presidente nazionale AISAD (Associazione Italiana Imprese Settore Animali Domestici), Virgilio Camillini
– Il Presidente regionale CONFESERCENTI, Sergio Ferrari