Giovanelli (Ds): la sicurezza dei cittadini vista da Sassuolo

Condivido in pieno la scelta di Stefano Bonaccini Segretario Provinciale dei DS di mettere la sicurezza come priorità del lavoro dei prossimi mesi e della prossima conferenza programmatica dei DS di Modena.


Dobbiamo separare e non legare il binomio che spesso tutti fanno tra insicurezza, criminalità e stranieri, dobbiamo invece coniugare accoglienza e sicurezza.

Questo tema visto da Sassuolo dove da oltre un anno siamo quasi ogni giorno sulle prime pagine dei giornali per questi temi risulta ancor più urgente e da affrontare sen-za incertezze sulle due priorità irrinunciabili:


1. massima fermezza e rigore nei confronti dei delinquenti e di quanti non rispettano le leggi del nostro paese;

2. massimo impegno nel facilitare la convivenza, l’integrazione e l’estensione dei diritti di cittadinanza.

Occorre essere attenti tutti: forze dell’ordine, istituzioni e cittadini anche ai piccoli segnali di degrado urbano o di microcriminalità che rendono i cittadini meno sicuri e meno disposti all’accoglienze ed all’integrazione.


A Sassuolo il Sindaco e la Giunta hanno lavorato bene in questi anni mettendo in atto azioni di contrasto al degrado urbano ed alla delinquenza ed azioni di sostegno alle famiglie ed ai lavoratori in regola, la strada sarà ancora lunga ma dobbiamo chiedere al Governo, al Ministero degli Interni, alle forze dell’Ordine di intensificare gli sforzi di contrasto alla criminalità organizzata che recluta mano d’opera tra i clandestini, di controllo del territorio anche con l’intervento della Polizia Municipale.
A questo riguardo il regolamento per dotare la polizia municipale del manganello e dello spray al peperoncino, approvato a Sassuolo all’unanimità, è un modo per fare in modo che il Comune si faccia parte attiva con i propri vigili della richiesta di maggiore presenza sul territorio senza esporre gli operatori a rischi personali troppo grandi, anche se occorre ricordare che i Vigili Urbani sono già dotati di un’arma.


Voglio chiudere riaffermando, come ha fatto Bonaccini, che per noi il CPT deve restare, com’era nella legge Turco-Napolitano uno strumento per accertare l’identità dei clande-stini in attesa della loro espulsione ed inoltre ringraziare per il loro lavoro gli operatori che gestiscono il CPT che svolgono un lavoro prezioso in condizioni di grande difficoltà.



Ferruccio Giovanelli – Segretario DS Sassuolo