‘Datti una mossa!’: l’Ausl di Bologna al Sana

Cos’è e come si usa il cardiofrequenzimetro? Cosa è meglio mangiare per cena dopo aver fatto palestra? È pericoloso andare a correre se si soffre d’asma? A queste e a molte altre curiosità risponderanno gli esperti di attività fisica dell’Azienda USL di Bologna che dal 7 al 10 settembre saranno a SANA, salone del naturale, padiglione 26, stand B35/A34.

E non solo a parole: nello stand, a metà tra una palestra e un giardino, anche una serie di giochi e prove dedicati all’attività fisica – il test della spirometria per misurare la capacità polmonare, i giochi di motricità per i bambini, il gioco dei piatti che illustra le scelte alimentari corrette prima e dopo l’attività fisica, la dimostrazione dell’uso del cardiofrequenzimetro con il medico dello sport.

Tanti gli ospiti che giocheranno insieme ai visitatori di Sana: gli assessori alla sanità di Provincia e Comune di Bologna, Giuliano Barigazzi e Giuseppe Paruolo, sabato 9 alle 13; una delegazione UISP, con Loretta Rubini, campionessa mondiale over 35 di corsa cross, asmatica; la squadra femminile di pallavolo della polisportiva IdeaVolley, sostenitrice di “Una favola di Pediatria”, raccolta fondi per la pediatria del Maggiore; la polisportiva Masi di Casalecchio di Reno, partner dell’Azienda USL di Bologna nella promozione dell’attività fisica a persone obese e allenatori.

La partecipazione dell’Azienda USL di Bologna a Sana 2006 – unica azienda sanitaria presente – è “un’occasione preziosa per parlare al grande pubblico in modo diretto e in un ambiente non sanitario” afferma il direttore generale Franco Riboldi.
“Quest’anno ci misuriamo con l’attività fisica, uno spartiacque del benessere: muoversi, è dimostrato, aiuta a mettersi al riparo da una lunga lista di malattie, prime fra tutte quelle cardiovascolari e l’obesità. Gli ultimi dati ci dicono che almeno la metà di chi vive a Bologna e provincia non fa abbastanza attività fisica, con un 10% di persone che non ne fa proprio, vivendo una vita del tutto sedentaria. Per un’azienda sanitaria come la nostra, che ha nella diffusione di stili di vita sani uno dei suoi obiettivi principali, darsi una mossa è d’obbligo”.