‘Bologna 1935: la scoperta del Settecento bolognese’

Si apre al pubblico domani, venerdì 15 settembre, la mostra ‘bologna 1935: la scoperta del Settecento bolognese. Dalla mostra al museo‘, allestita alle Collezioni Comunali d’Arte di Palazzo d’Accursio. Ingresso gratuito Domani apertura straordinaria della mostra dalle 9 alle 18.30.

L’esposizione resterà aperta al pubblico fino al 18 febbraio 2007, con i seguenti orari: da martedì a venerdì 9 / 15; sabato e domenica 10 – 18.30.

L’iniziativa promossa dal Comune di Bologna, Musei civici d’Arte antica nell’ambito di “Artelibro – Festival del libro d’Arte” è a cura di Carla
Bernardini, con la collaborazione di Antonella Mampieri e Luca Ciancabilla.

“Questa mostra documentaria, realizzata con materiali conservati quasi esclusivamente presso gli istituti civici (oltre alle Collezioni stesse, il
Museo Davia Bargellini, la Biblioteca dell’Archiginnasio, l’Archivio storico e la Cineteca Comunale), intende evocare la grande Mostra del Settecento bolognese allestita nel 1935 al secondo piano di Palazzo Comunale, nelle sale già residenza dei Cardinali Legati. Essa appare oggi come il collaudo espositivo per la successiva realizzazione delle Collezioni Comunali d’Arte, inaugurate il 18 ottobre 1936. Entrambe le realizzazioni furono curate da Guido Zucchini per conto dell’Ufficio Tecnico del Comune di Bologna.
Sono esposte alcune delle opere presenti alla mostra del 1935 (dipinti di M. A. Franceschini, G.M. e L. Crespi, sculture di G.A. Bolognini, G. M.
Mazza, preziose opere di intaglio fra cui un grande leggìo dorato) accanto ad una nuova acquisizione del museo (una Sacra Famiglia di G. Gandolfi, parte dell’importante donazione Agostini). Oltre alla documentazione fotografica dei restauri di Palazzo Comunale e dell’allestimento della mostra del 1935, sono esposti cataloghi, fascicoli di riviste con
recensioni, lettere autografe di illustri studiosi (R. Longhi, G. Fiocco, E. Bodmer, M. Marangoni, R. Buscaroli, C. Gnudi) che parteciparono a vario
titolo alla mostra.
Unitamente ad un convegno dedicato al medesimo argomento (Sala Farnese, Palazzo d’Accursio e Sala del Lapidario, Museo Civico Medievale, 9-10 novembre 2006), questa iniziativa intende riscoprire una delle principali
anime delle Collezioni Comunali, richiamandone da un lato l’origine, dall’altro il contesto dei musei locali. Le Collezioni appaiono anche come tappa conclusiva della museografia civica “storica” dopo l’Unità d’Italia, in una sostanziale contiguità e continuità con il Museo Davia Bargellini,
di circa quindici anni precedente. La mostra del 1935 aveva posto Bologna nel quadro delle manifestazioni di rilevanza internazionale dedicate alla cultura sei-settecentesca, tenute in varie città d’arte: Firenze (1922), Venezia (1928), Brescia (1935), Genova (1938). Fu preceduta da un’ingente campagna di restauri di ambienti storici
da recuperare alla funzione espositiva. Le Collezioni Comunali d’Arte riflettono ancora in parte il gusto degli allestimenti museali del tempo,
in particolare per la ricreazione d’ambiente.
Lo scopo delle due iniziative è anche quello di promuovere la conoscenza e lo studio della cultura storico-artistica a Bologna fra le due guerre, contraddistinta dalla presenza di Igino Benvenuto Supino poi di Roberto Longhi sul versante universitario, e dall’apporto di personalità come Francesco Malaguzzi Valeri, Guido Zucchini, Enrico Mauceri su quello delle
istituzioni per la conservazione e la tutela”.
(nota a cura dei Musei civici d’Arte antica)