Tentato sequestro nel reggiano: Dda ‘balordi pericolosi’

Silverio Piro, procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Bologna, commentando il sequestro sventato dai carabinieri di Reggio Emilia ai danni di Barbara A., figlia 28enne di un imprenditore del settore calcestruzzi, residente a Rio Saliceto, ha definito i malviventi arrestati “balordi, ancor più pericolosi perchè imprevedibili”.

Il magistrato, che ha coordinato il lavoro degli investigatori insieme alla collega della Dda Elisabetta Melotti, ha sottolineato lo stretto rapporto tra la Procura reggiana e la Dda competente per territorio nei casi di sequestro di persona a scopo di estorsione: ‘”E’ importante sottolineare l’immediatezza del collegamento tra la Procura di Reggio Emilia e la Dda di Bologna. Siamo stati avvisati tempestivamente e questo ci ha permesso di perfezionare un quadro probatorio importante e univoco”.
Lo stesso magistrato, che ha coordinato il lavoro degli investigatori insieme alla collega della Dda Elisabetta Melotti, ha poi voluto sottolineare lo stretto rapporto tra la Procura reggiana e la Dda competente per territorio nei casi di sequestro di persona a scopo di estorsione: ”E’ importante sottolineare l’immediatezza del collegamento tra la Procura di Reggio Emilia e la Dda di Bologna. Siamo stati avvisati tempestivamente e questo ci ha permesso di perfezionare un quadro probatorio importante e univoco”.

A quanto si è appreso il progetto criminoso sarebbe stato sventato grazie alla dissociazione del basista, un operaio che lavorava nell’azienda dell’imprenditore preso di mira, che il 27 agosto ha deciso di collaborare con i carabinieri informandoli del progetto della mente della banda nonchè esecutore materiale: Alberto Schettino 26 anni, originario di Avellino ma domiciliato a Bondeno di Gonzaga, nel Mantovano. Un altro indagato, un mantovano, avrebbe invece fatto presente a Schettino che si trattava di un progetto sbagliato. Gli altri due personaggi le cui posizioni vengono passate al setaccio sarebbero stati contattati per avere un ruolo nel sequestro ma avrebbero rifiutato.

Sui quattro complici dell’avellinese, Piro ha detto: ‘”Non ci sono i presupposti giuridici per procedere contro i dissociati. Ma sulla pericolosità del soggetto arrestato nell’abitazione della ragazza non ci sono dubbi. Anzi, più sono balordi e più la vita del sequestrato è a rischio”.