Modena: Remo Bodei riceve la cittadinanza onoraria

Il filosofo Remo Bodei, supervisore scientifico del Festival filosofia, professore alla University of California di Los Angeles, negli Stati Uniti, e componente del Comitato scientifico della Fondazione San Carlo, sarà cittadino onorario di Modena. Il riconoscimento è stato finora assegnato dal Comune solo all’allenatore di pallavolo Julio Velasco nel 1990 e al pilota di Formula 1 Michael Schumacher nel 2001.


La cerimonia è in programma giovedì 13 settembre alle 16 nella Sala del Consiglio comunale. Dopo un intervento del presidente del Consiglio Ennio Cottafavi e un discorso del sindaco Giorgio Pighi, Bodei riceverà le chiavi della città e una pergamena con le motivazioni dell’onorificenza e terrà una lezione dal titolo “Pensare il futuro”.

Come prevede una deliberazione del 21 dicembre 1989, la cittadinanza onoraria viene conferita dal Consiglio comunale “a persone che, pur non essendo nate a Modena, per particolare impegno e capacità dimostrata nel campo del lavoro, della cultura, dell’arte, della scienza, dello sport, abbiano recato particolare lustro alla città anche sotto il profilo dell’immagine”.
Nato a Cagliari il 3 agosto 1938, dopo la laurea all’Università di Pisa e il diploma di perfezionamento, Bodei ha studiato a Tubinga, Friburgo e Heidelberg, dove ha seguito le lezioni di Ernst Bloch, Eugen Fink, Karl Löwith e Dieter Henrich. Attraverso la ricostruzione delle filosofie dell’idealismo classico tedesco e dell’età romantica si è occupato di questioni estetiche, di pensiero utopico e di forme della temporalità nel mondo moderno. Attualmente i suoi studi si concentrano sul discorso delle passioni, delle forme della memoria e dell’identità individuale e collettiva.
Tra i suoi libri: “Ordo amoris” (Bologna 1991), “Geometria delle passioni” (Milano 1991), “Il noi diviso” (Torino 1998), “Le logiche del delirio” (Roma-Bari 2000), “Destini personali” (Milano 2002), “Una scintilla di fuoco: invito alla filosofia” (Bologna 2005) e “Piramidi di tempo: storie e teorie del déjà vu” (Bologna 2006).