Maglificio Fontana: accordo per ristrutturazione e rilancio aziendale

Dopo una unga vertenza durata 3 mesi e diverse giornate di sciopero, i Sindacati del tessile-abbigliamento Filtea/Cgil e Femca/Cisl e la direzione
aziendale,hanno raggiunto l’accordo per la ristrutturazione e al tempo stesso il rilancio del Maglificio Fontana di Mirandola.


A fronte della decisione aziendale comunicata a giugno di voler chiudere i tre reparti di confezione stiro e taglio con il licenziamento di 24 addetti, motivata con difficoltà di mercato, i sindacati hanno puntato ad ottenere un accordo con le maggiori tutele possibili per lavoratori e
lavoratrici e impegni concreti da parte aziendale per il rilancio e riposizionamento della storica azienda mirandolese.

L’intesa, sottoscritta il 28 agosto presso la sede della provincia di Modena, prevede infatti la definizione di un piano industriale 2007-2009
con impegni precisi ad estendere e valorizzare ulteriormente i propri marchi, potenziare l’ufficio stile, qualificare ed ampliare lo store aziendale.

L’inevitabile riorganizzazione aziendale prevede la chiusura dei reparti a maggior difficoltà produttiva (confezione, stiro e taglio) con il ricorso
per anno alla cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs) per un massimo di 30 addetti integralmente anticipata dall’azienda, e
successivamente il ricorso alla mobilità incentivata per un massimo di 21 addetti.

“Il ricorso alla Cigs – spiegano Gianni Mazzoni Filtea/Cgil e Roberto Giardiello Femca/Cisl – consente di accompagnare con percorsi formativi le
lavoratrici coinvolte dalla ristrutturazione nella ricerca di nuova occupazione oppure verso il pensionamento per chi ne ha i requisiti”.
L’impegno a definire percorsi formativi è sia verso le lavoratrici che dovranno rioccuparsi sia per le 78 addette che rimangono in forza
all’azienda.

Sono previsti incontri di verifica con la direzione aziendale di attuazione dell’accordo e per valutare l’evoluzione complessiva rispetto agli
obiettivi indicati nel piano di rilancio industriale.
“Giudichiamo inoltre positivamente – aggiungono Mazzoni e Giardiello – l’impegno a partire da ottobre del prossimo anno ad avviare le trattative
per il rinnovo del contratto aziendale scaduto nel 2002 (che continuerà ad essere in vigore in attesa dell’avvio della trattativa)”.

“L’accordo raggiunto – spiegano ancora i sindacalisti di Filtea/Cgil e Femca/Cisl – pur non evitando il ridimensionamento occupazionale si
differenzia però rispetto al panorama del settore abbigliamento dove purtroppo prevalgono spesso mere logiche di tagli al personale in esubero
con il solo ricorso alla mobilità, senza attenuare i disagi con altri ammortizzatori sociali”.
“L’intesa respinge la logica dei tagli solo per ragioni di equilibrio di bilancio e impegna l’azienda ad un piano industriale per consolidare e
rafforzare la propria posizione sul mercato. Inoltre, pur in un pesante quadro riorganizzativo, c’è l’impegno a creare le condizioni per il rinnovo
del contratto integrativo aziendale. Il sindacato per parte sua è impegnato a gestire l’accordo con tenacia e intelligenza per sostenere la ripresa e
lo sviluppo dell’azienda e garantirne al contempo un più stabile futuro occupazionale”.