Modena: sindacato trasporti ‘non vigilantes ma azioni continuative’

Posto di guida “blindato” per i conducenti degli autobus, vigilantes, forze dell’ordine, e magari in futuro… presenza dell’esercito per accompagnare i
ragazzi a scuola e costringerli a pagare il biglietto!!!
Proposte e soluzioni per garantire la sicurezza e combattere i portoghesi sui mezzi pubblici che evidenziano “idee/visioni” sul rilancio del
trasporto pubblico a Modena, la sua gestione e qualità, assolutamente non condivisibili.


Il sindacato trasporti Filt/Cgil vorrebbe un modello di trasporto pubblico di qualità, ancora possibile in una Provincia piccola come Modena, fatto di
buoni rapporti tra i cittadini-utenti, l’Azienda e gli operatori (autisti, verificatori, ecc…). Un trasporto pubblico che il cittadino utente sentisse
come un bene proprio e pertanto, ne abbia rispetto e riconoscendone il valore, si senta in dovere di pagare il biglietto.


Dalle notizie però apparse sulla stampa in questi giorni, abbiamo l’impressione che prevalga un’altra “idea/visione” sul rilancio di questo servizio, purtroppo in perfetta continuità con il passato. Proposte che anziché avvicinare i cittadini rischiano di produrre un ulteriore
allontanamento.
Alcune proposte inoltre appaiono del tutto spropositate rispetto ai
problemi.

Ma davvero a Modena siamo a questi livelli di insicurezza sugli autobus?
Quanti autisti sono stati aggrediti in questi anni, per arrivare a proporre il posto di guida “blindato”?
Quanti passeggeri hanno subito aggressioni,
per lanciare l’allarme sicurezza sugli autobus e chiedere la presenza delle forze dell’ordine o dei vigilantes?
Sul fenomeno “crescente” dei portoghesi e della mancata diffusione di una cultura del rispetto delle regole, vi sono inoltre responsabilità precise
di Atcm e per certi aspetti anche di una certa area sindacale.
Infatti per anni, la Direzione Aziendale ha puntato sulla massimizzazione delle corse (a cui è legato anche lo stesso finanziamento pubblico)
piuttosto che alla qualità del servizio, tanto che il contrasto all’evasione era un fatto secondario, preferendo impegnare quotidianamente
i pochi verificatori (6 fino al 31.12.06) in attività di guida.

Ricordiamo inoltre che, proprio il Sindacato Filt/Cgil ha ricevuto molte critiche, anche fra gli stessi lavoratori, quando ha sostenuto la necessità
di un accordo sulla bigliettazione integrata a bordo e per dare servizi più flessibili.
Si è rafforzata negli anni una corrente sindacale contraria a questo servizio, contrastando la definizione di un accordo in tal senso e, nonostante nel gennaio 2005 si sia raggiunto a Modena uno degli accordi migliori a livello nazionale, esiste ancora in Atcm una contrapposizione, che possiamo definire ideologica, di principio, che di fatto ha portato
all’annullamento dei benefici dell’accordo.
Infatti, ancora oggi registriamo che alcuni autisti in un anno vendono centinaia di tessere tipo “Multibus” a bordo dei mezzi, altri che, sulle
stesse tratte e linee non ne vendono nemmeno una; questo ovviamente, oltre a non produrre benefici economici per l’impresa e per tutti i lavoratori, sicuramente non produce cultura positiva tra gli utenti.

Se davvero vogliamo rilanciare il servizio del trasporto pubblico ed eliminare i fenomeni di abusivismo e malcostume, riteniamo servano delle
proposte meno demagogiche e propagandistiche, per molti aspetti non risolutive del problema, ma occorrano interventi continuativi e non
contraddittori.
Investiamo piuttosto più risorse economiche e intelligenze per favorire l’utilizzo dei mezzi pubblici, troviamo accorgimenti tecnici per ridurre
l’evasione, puntiamo sulla formazione del personale, ecc…
Alcuni esempi: sulle tratte più critiche, si può impiegare utilmente e con continuità, il
personale inidoneo alla guida, adibendolo al controllo sistematico dei biglietti. Per i ragazzi che frequentano le scuole non c’è bisogno di
repressione, forse basta fare una convenzione con le scuole per garantirsi il pagamento dell’abbonamento. Inoltre, da tempo dovevano essere introdotte le telecamere sui bus, per verificare gli evasori. Dove sono finite? Sono
sicuramente mezzi meno invasivi ed in particolare più continuativi.

(Maurizio Sernesi, segretario sindacato trasporti Filt/Cgil Modena)