Festival filosofia: ai tiratardi danza su Sanguinetti

Uno spettacolo di danza su testo del poeta Edoardo Sanguineti ispirato ad un saggio del sociologo francese Marcel Mauss, un concerto che prende le mosse dalla trascinante musica ebraica e un originale intreccio di parole, suoni, musiche e immagini per descrivere l’indescrivibile: l’attacco alle Torri gemelle di New York dell’11 settembre 2001. E’ ciò che propone questa sera il Tiratardi a Sassuolo.


Alle 21, in piazzale della Rosa, la Compagnia Artemis Danza porta in scena “Poètanz!” di Monica Casadei e Marco Nereo Rotelli su testi del poeta Edoardo Sanguineti, musiche di Andrea Liberovici e costumi di Mariella Burani.



“Il marciare, il camminare, il baciare”, incedere di azioni che fanno da sottotitolo alla rappresentazione, ripropongono in chiave simbolica i nuclei tematici della creazione; tripartizione che corrisponde a differenti ma precise tecniche del corpo, come sottolinea la parola di Sanguineti che traduce le teorie di Marcel Mauss sulla natura culturale di ogni gesto. Proprio i testi che Sanguineti trae dal saggio “Le tecniche del corpo” del sociologo francese dimostrano come nell’uomo non esistano comportamenti naturali, ma solo gesti “culturali”. “Il marciare” richiama quindi l’atmosfera dei totalitarismi europei, “il camminare” riprende ironicamente l’osservazione di Mauss secondo cui le infermiere americane, e poi quelle francesi, camminavano come le dive dei film hollywoodiani, mentre “il baciare”, imperturbabile sotto una pioggia di polveri, liquidi, piume è accompagnato dalla parola di Sanguineti che intreccia toni triviali ad una personalissima traduzione di Catullo.



Si succedono così rincorse, marce “a intermittenza”, incontri-scontri tra corpi, seduzioni, passi di danza che alludono anche alle passerelle della moda, per concludere, infine, con un lungo e tenacissimo bacio, emblema di come niente di più tecnico possa esserci dell’approccio amoroso, non distratto da nulla se non dalla voce del poeta che fa di quel momento il simbolo estremo dell’intera rappresentazione.



Dalle 23 all’una di notte, in piazzale Avanzini e nella Casa nel Parco, Tiratardi propone un concerto di Enrico Fink & Homeless light Orchestra.



La musica – divertente, trascinante, danzante – parte dal lungo viaggio della tradizione ebraica del klezmer, ma sceglie di non avere una casa neanche in quell’esilio, e corre verso una meta che è la corsa stessa. Corre e trascina, fra popoli generi e culture, fra danze, musiche di strada e di festa, di lotta e di pace, di rabbia e di gioia, fra ritmi di percussioni sudamericane, riff di tromba, pop italiano e folk greco. Non troverà casa neanche sul palco, e la banda di ottoni, corde e tamburi scenderà fra il pubblico. A un certo punto il concerto diverrà una marcia itinerante, una corsa, una danza: verso quella meta che non è una meta, la casa (nel Parco) che non è una casa.



Il Tiratardi a Sassuolo prosegue proprio nella Casa nel Parco dall’una alle 4 del mattino con “Con-o-Scenza”, parole, suoni, musiche e immagini per descrivere l’indescrivibile. Tre giovani artisti – Giuseppe Sofo, Dj Cecc e Vj MaRci – sono alle prese con un testo del drammaturgo francese Michel Vinaver sull’11 settembre 2001 in cui non si devono morti, né torri, non si offende Bush né lo si loda, ma si ascoltano le storie vere di persone vere. Un libretto operistico sottoposto al lavoro di un Dj, un collage di parole nelle mani di tre attori e un Vj alle prese con tante immagini da non mostrare e tanta creatività per decidere come far vedere il già visto.