Festival filosofia: Vito racconta a Carpi ‘Storie di Pianura’

Storie vere e storie inventate, personaggi fantastici e personaggi reali, tutti accomunati dall’essere dispensatori surreali di consigli ed emozioni, da vite al confine dell’assurdo. Con “Storie di Pianura”, in programma domani, domenica, alle 21.30 in piazza Garibaldi a Carpi nell’ambito del Festival filosofia, Stefano Bicocchi, in arte Vito, porta in scena il mondo della sua infanzia, le radici della sua maschera emiliana.

Il recital ha per protagonisti donne e uomini padani, personaggi zavattiniani legati alla terra, al buon cibo e all’amore, depositari di un saper fare e raccontare che parte da Bertoldo, passa per Zavattini e arriva fino al Fellini di “Amarcord” e delle donne enormi e generose. Donne piene di saperi istintivi e personaggi di un mondo che ha conosciuto la fame e dove anche i miseri circhi di provincia erano costretti a cucinare i leoni, anch’essi magrissimi e affamati.

Formato alla scuola di Teatro di Alessandra Galante Garrone, Vito ha lavorato con Patrizio Roversi, Susy Blady e con i gemelli Ruggeri al Gran Pavese varietà, spettacolo cult degli anni Ottanta. Con lo stesso gruppo approda in televisione dove segna la strada ai varietà comici per poi scoprire una “poetica della bassa” attraversata da personaggi lunatici ispirati a Guareschi, Zavattini e Fellini, con il quale approda al cinema (“La voce della luna”). Inizia poi un sodalizio con Alessandro Benvenuti, col quale gira diversi film tra i quali “Ivo il Tardivo”, fa un cammeo in “Radiofreccia” di Luciano Ligabue, poi è coprotagonista nel film di Claudio Bisio “Asini”. La poetica della bassa continua con lavori di grande impegno e notevole successo quali “Bertoldo”, primo testo rappresentato a teatro da Giulio Cesare Croce, e “Don Camillo” da Guareschi con Ivano Marescotti.