Sassuolo: l’assessore Morini interviene su porta del ‘600

Sul blog dell’assessore Morini si legge un intervento sulla questione sollevata dall’esponente di AN Avv.Luca Caselli in merito alla sparizione di un portone del 600.
Purtroppo le esternazioni pubbliche dell’avv.Caselli, scive Morini, mi obbligano a ripetere pubblicamente la risposta data in consiglio comunale alla sua interrogazione sul fantomatico portone del 600 (sic!!!) di S.Anna. Comincio col dire che di portoni del 600 non c’è traccia. Non nel senso che sono spariti, come grida Caselli, ma nel senso che di portoni del 600 a S.Anna non ce ne è mai stato nemmeno uno.

Nel progetto di ristrutturazione approvato della Soprintendenza di Bologna oltre a mettere in chiaro che la volontà dell’amministrazione era quella di recuperare il maggior numero di serramenti presenti nell’edificio (compresa naturalmente la porta oltre in questione) si legge chiaramente che è stato necessario tagliare la base della porta posta sotto il loggiato dell’Asilo per circa 20 cm al fine di eliminare barriere architettoniche inadatte e non compatibili con una scuola dell’infanzia.


La Sovrintendenza stessa ha equiparato la porta, che Caselli ci dice essere del 600 (sic!!!), a quello di un qualsiasi altro serramento presente nell’asilo prima del restauro.
Caselli sostiene che “un uccellino” gli avrebbe detto che fino a pochi mesi fa la porta in questione era nei magazzini comunali e ha intimato il sottoscritto di presentarsi al suo cospetto con la porta in spalla entro lunedì.
In caso contrario, insieme al Consigliere Vincenzi, che ricopre per il consiglio comunale il ruolo di Presidente della Commissione Bilancio, avrebbe proceduto a presentare un esposto alla magistratura.


Sono convinto che a questo punto non gli resti altra strada che recarsi davanti al magistrato per denunciare i misfatti di cui ritiene ciò che questa amministrazione si sia macchiata. Anzi mi rendo disponibile fin da ora ad accompagnarli.

Dopo di che le nostre strade si divideranno e io tornerò a lavorare come assessore e loro a ipotizzare altri ritrovamenti archeologici.
In tutto questo daffare purtroppo mi rendo conto, e me ne dolgo, che abbiamo già perso troppo tempo per rincorrere trovate goliardiche quali quest’ultima di una porta/portone del 600 che non è mai esistita.
Gli altri manufatti e serramenti, quelli ancora utilizzabili, come ho detto, sono tutti depositati presso i magazzini comunali ma se si vuole possiamo nasconderli per una prossima interrogazione
”.