F1: spy Story: Prefetto si complimenta con la Polizia Postale

Il Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Antonio Manganelli, ha ricevuto gli investigatori della Polizia Postale che hanno indagato sul caso Ferrari, complimentandosi per il risultato conseguito dalle indagini particolarmente complesse e delicate che hanno ricevuto unanimi consensi.


Al verdetto – come noto il 13 settembre scorso il Consiglio mondiale della F.I.A. ha emesso un verdetto di pesante condanna a carico del team Vodafone McLaren Mercedes, il cui management, alcuni tecnici di elevato profilo e gli stessi piloti e collaudatori sono stati ritenuti responsabili di aver posto in essere una condotta di ”spionaggio industriale” in danno del team Ferrari e di essersi avvantaggiati, sia in sede aziendale che sportiva, dei dati e delle informazioni materialmente sottratti, alla stessa Ferrari, dal suo ex dipendente Stepney Nigel Thomas – si è potuti pervenire grazie alle risultanze dell’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Modena (Sost. Proc. dott. Giuseppe Bernardi Tibis), svolta dagli investigatori del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni che, nel decorso mese di luglio, ha avviato serrate ed articolate indagini di natura sia tecnico-informatica sia tradizionale, acquisendo importanti riscontri indiziari e probatori a carico di: Ron Dennis, Presidente del team McLaren; Martin Whitmarsh, Chief operating officer del team McLaren; Jonathan Neale, Managing director del team McLaren; Rob Taylor, Senior leader del team McLaren; Paddy Lowe, Engineering director del team McLaren; Mike Coughlan, Chief designer del team McLaren; Stepney Nigel Thomas, all’epoca dei fatti, Capo meccanico del team Ferrari, in ordine ai reati di rivelazione di segreti industriali, appropriazione indebita, frode sportiva, violazione delle norme a tutela del diritto d’autore, in concorso”.

“Le risultante – spiega una nota della Polizia di Stato – sono state acquisite attraverso la meticolosa raccolta e la conseguente analisi di un’ingente quantità di dati relativi al traffico telefonico ed alle comunicazioni di posta elettronica (tramite account aziendale e personale) dello Stepney oltre che alle spendite delle sue carte di pagamento; attività, queste, che hanno evidenziato centinaia di contatti e comunicazioni tra lo Stepney ed il Coughlan nel periodo marzo – maggio 2007 (particolarmente intensi in occasione delle prove e della disputa dei concomitanti Gran Premi) nonchè la localizzazione dello Stepney nelle città europee, Barcellona e Londra, nelle quali – dalle indagini di natura tradizionale – si ritiene sia avvenuta la consegna, in favore del Coughlan, di un dossier di 781 pagine, corrispondenti a 255 progetti, disegni e report dei test prestazionali del team Ferrari”.

“Particolarmente importanti si sono rivelate le indagini svolte sui sistemi informativi della Ferrari -conclude la nota – e le acquisizioni delle evidenze informatiche che hanno interessato i personal computer, i telefoni, gli smartphone ed altri apparati elettronici sequestrati allo Stepney, eseguite mediante sofisticate procedure e strumentazioni di computer forensic; attività, queste, che hanno infatti evidenziato un costante flusso di informazioni riservate tra Stepney e Coughlan oltre alle tracce della materiale sottrazione dei segreti industriali Ferrari, a cura esclusiva del medesimo Stepney”.