Legambiente su Pgtu e mobilità a Bologna

Legambiente ha partecipato alla presentazione del Piano Generale del Traffico Urbano da parte dell’Assessore Maurizio Zamboni con l’ausilio dei suoi tecnici e del Presidente dell’ATC. Come d’uso nella settimana europea della mobilità sostenibile, i buoni propositi si sprecano e si mettono in luce le decisioni positive assunte.

Tra queste davvero apprezzabile la dichiarazione di considerare il potenziamento del trasporto pubblico locale (metrotramvia, navetta per l’aeroporto, più 40.000 persone trasportate in più sui mezzi pubblici) il vero e proprio “architrave del piano” insieme con le nuove corsie preferenziali protette; l’interdizione della marea di motorini che viaggiano abitualmente nel centro storico; la ricucitura degli spezzoni di piste ciclabili inadeguate attualmente esistenti; l’affermazione che Sirio e Rita non bastano perchè si riferiscono al solo centro storico mentre bisogna fare 82 ettari in più di isole ciclo/pedonali distribuite in tutti i quartieri al servizio di circa 100.000 residenti; la definizione di una vera e propria gerarchia delle strade cittadine con più semafori intelligenti, rotonde, auto condivise (car sharing), auto a metano, GPL e ibride, il 13% in più di licenze di taxi.

“Tutto bene – è il commento di Luigi Rambelli, Presidente di Legambiente Emilia Romagna – siamo disponibili a discuterne per dare una mano dato che l’assessore Zamboni ha lasciato intendere che questo Piano del Traffico non farà la fine dei tanti che l’hanno preceduto ed ha sottolineato che la carenza di finanziamenti riguarda proprio l’architrave (cioè il potenziamento del trasporto pubblico fatto con treni locali e autobus). Facciamo notare però – afferma inoltre Rambelli – l’assenza di qualsiasi accenno ad un sistema di regole per quanto riguarda la logistica del rifornimento di negozi e magazzini; ad una modifica degli orari della città – specie per le scuole superiori e gli uffici pubblici – che, se sfalsati, potrebbero consentire un uso più proficuo degli autobus e delle strade di accesso”.

Legambiente Emilia Romagna fa inoltre notare che tutte le misure presentate riguardano esclusivamente gli spostamenti interni alla città che rappresentano soltanto il 45% della mobilità che interessa Bologna mentre per quanto riguarda il restante 55% (il flusso interminabile di auto private dirette in città dall’area metropolitana e dall’intera regione) ci si sta occupando in via prioritaria solo del potenziamento della rete autostradale. E’ infatti di due settimane fa la missione di Comune, Provincia e Regione dal Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro per chiedere in via prioritaria i soldi per il Passante Nord.
“Questo ovviamente – annota Rambelli – ha poco a che fare con la sostenibilità della mobilità e le misure antismog”.