Virus Chikungunya: delegazione Ecdc-Oms in Regione

L’infezione da virus Chikungunya manifestatasi in Emilia-Romagna è un fatto rilevante per l’intera Europa, e dimostra come il rischio di trasmissione di malattie attraverso la zanzara tigre sia un rischio attuale. In questo contesto il Servizio sanitario regionale ha agito correttamente e tempestivamente riuscendo a contenere il numero dei casi.

Sono le principali conclusioni cui è giunta una delegazione mista composta da rappresentanti Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) e Oms (Organizzazione mondiale sanità), che in questi ultimi giorni ha svolto una missione esplorativa e di valutazione del rischio nelle zone dell’Emilia-Romagna in cui si è verificato il focolaio epidemico.



Oggi, nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella sede della Regione a Bologna, alcuni dei rappresentanti della delegazione, insieme all’assessore alle Politiche per la salute, Giovanni Bissoni, hanno reso note le valutazioni al termine della ricognizione voluta dalle due organizzazioni sanitarie.



“Anzitutto – ha precisato Denis Coulombier (responsabile dell’Area preparazione e gestione dell’emergenza, Ecdc) – dobbiamo dare atto ai servizi sanitari della regione di averci fornito tutti gli strumenti necessari per questa nostra indagine”. Coulombier ha quindi sottolineato come “i casi d’infezione siano stati correttamente individuati, e sia stato fatto tutto per evitare la trasmissione del virus. Ma ciò che qui abbiamo imparato è che questi focolai possono manifestarsi in qualsiasi Stato dell’Unione europea, noi dobbiamo quindi imparare a convivere con questo rischio”. E’ stato inoltre reso noto che gli organismi sanitari europei erano in stato di allerta, perché già da 20 mesi avevano previsto la forte possibilità di un focolaio nel sud del continente.
“Un rischio – ha aggiunto Roberta Andraghetti dell’area Malattie trasmissibili Oms Europa – che non è limitato solo alla trasmissione di Chikungunya, poiché la zanzara tigre può essere vettore anche di altre e maggiormente pericolose infezioni. Ma il fatto che si sia verificato in Emilia-Romagna un episodio di Chikungunya, non significa tuttavia che esista un rischio aumentato anche per altre malattie”.
“Da parte nostra – ha aggiunto l’assessore regionale Bissoni – continueremo a mantenere alta l’allerta perché i casi sporadici restino tali, impegnandoci in particolare nella lotta alla zanzara tigre, profittando anche della stagione invernale, cercando il massimo coinvolgimento di tutti i cittadini di questa regione per mettere in pratica nel miglior modo possibile le linee guida da noi stabilite insieme agli Enti locali. Oltre a ciò, continueremo nel programma dei piani di disinfestazione organizzando e controllando i servizi esterni ad essa deputati. In ogni caso la Regione esce da questa indagine rafforzata nei suoi obiettivi e nelle sue strategie.”.



Sul fronte delle infezioni, la Regione ha fornito gli ultimi dati relativi alla diffusione del virus, ormai in curva epidemica discendente dopo il picco di metà agosto: al 14 settembre risultavano 101 casi positivi, 33 negativi, e 133 in attesa di esito.



La delegazione è stata composta dagli stessi Denis Coulombier e Roberta Andraghetti, Evelyne Depoortere (coordinatore del progetto malattie trasmesse da vettore, Ecdc), Jean-Claude Desenclos (epidemiologo, responsabile dell’Unità malattie infettive dell’Istituto de Veille sanitaire in France), Herve Zeller (virologo, direttore del Centro di riferimento nazionale per arbovirus e virus di febbre emorragica del Pasteur institute di Lione), Charles Jeannin (entomologo, Unità di ricerca e sviluppo, Eid Mediterranée, Montpellier).