Gianni Sofri su ritiro delibera Moschea di Bologna

“La notizia del rinvio della decisione sulla Moschea e del ritiro della relativa delibera da parte della Giunta è stata accolta dai politici e dalla stampa, per lo più, con accenti critici o scettici, quando non
addirittura sarcastici. Sindaco e Giunta avrebbero ceduto alle pressioni della Curia se non all’inqualificabile minaccia del ‘Maiale day’ di
Calderoli. Vengono avanzati dubbi di vario genere sulle reali (e sospette!) intenzioni che starebbero dietro al rinvio. O, per converso, si assiste a strumentalizzazioni di vario tipo, che giungono fino al cantar vittoria di alcuni in una (fortunatamente) immaginaria guerra di religione”.

“Chi scrive aveva espresso al ‘Corriere di Bologna’, esattamente 10 giorni fa, il suo sincero elogio all’Assessore Merola per la sua proposta di
prendere tempo rinviando ogni decisione sulla Moschea: proposta che lì per lì venne anch’essa fatta oggetto soprattutto di critiche e sostanzialmente incompresa e avversata. A me sembrava invece – e lo dissi – che quella proposta di Merola esprimesse doti importanti, ma purtroppo rare e poco apprezzate in politica, come l’umiltà, l’arte del saper prendere tempo, della dilazione e della moratoria. Doti tutte, quelle qui elencate,
particolarmente utili quando si tratta di disinfiammare conflitti divenuti troppo accesi.
‘Non ho paura – ha detto Merola – di rivedere una decisione’. E oggi sembra a me che sia giusto rinnovare l’elogio e la solidarietà all’assessore,
accomunandolo al Sindaco. Entrambi hanno dato prova di saggezza.
Non entro, per ora, nel merito. Ma mi sembra evidente che negli ultimi tempi il mondo politico e para-politico bolognese (destra e sinistra, partiti e cittadini, religiosi e laici) aveva finito per incartarsi in una discussione tanto più sovreccitata e aspra quanto più confusa, nella quale problemi assai diversi si mescolavano tra di loro in un intrico assai
difficile da sciogliere: la libertà di culto per ogni religione, i pericoli dell’estremismo islamico e la sicurezza, una permuta di terreni e il relativo referendum, le paure dei cittadini, la localizzazione della moschea, le sue dimensioni, cosa sia poi una moschea (se semplice luogo di culto o qualcosa d’altro: e cosa….), chi l’avrebbe gestita,…e chi più
ne ha più ne metta.
E’ noto che quando problemi diversi (magari anche con più protagonisti) si mescolano fra di loro in un tutto pasticciato e indistinto, diventano inestricabili e inafferrabili, ed è impossibile affrontarli e discuterli con pacata razionalità. Da qui, mi sembra la confusione (una confusione non a caso urlata e sovreccitata) degli ultimi giorni. Da qui, anche, il
mio assoluto consenso a una decisione che guadagna tempo, frena i nervosismi eccessivi, cura l’infiammazione con una buona dose di medicamenti antifebbrili e cerca di ripartire con pazienza e disponibilità alla ricerca di una soluzione. Con buona pace dei commentatori cinici o strumentali.
Buon lavoro a tutti (a tutti noi)”.

(Gianni Sofri, Presidente del Consiglio Comunale di Bologna)