Modena: permessi di soggiorno agli stranieri, il ruolo del Comune

Il Comune di Modena non aderirà alla convenzione Anci sul rilascio dei permessi di soggiorno ai cittadini stranieri extracomunitari, che prevede un servizio di front office gestito direttamente dall’Amministrazione. Lo ha spiegato in Consiglio comunale l’assessore alle Politiche sociali, per la casa e per l’integrazione del Comune di Modena Francesca Maletti, rispondendo all’interrogazione presentata dal consigliere Ds Fausto Cigni.

“Oramai è acclarato il fallimento della convenzione fra Ministero dell’Interno e Poste Italiane”, ha detto Fausto Cigni: “a quando la gestione dei permessi di soggiorno al Comune di Modena?”.

“Nei comuni che hanno attuato questa sperimentazione”, ha spiegato Francesca Maletti, “il ruolo dell’amministrazione è di fatto un doppione di quello svolto dai patronati nell’assistenza ai lavoratori extracomunitari. Il Comune di Modena agisce invece in collaborazione con la Questura: il Centro elaborazione dati del Comune ha creato un programma di prenotazione on line, nel quale sono state recentemente introdotte delle modifiche che consentono ai cittadini di prenotare, tramite gli sportelli abilitati, il primo appuntamento per il deposito delle impronte digitali”.

L’assessore Maletti ha inoltre fornito alcuni dati, messi a disposizione dalle Poste e dalla Questura, sui tempi di lavorazione delle pratiche per la concessione dei permessi di soggiorno nella nostra provincia: al 10 agosto 2007 in Provincia risultavano inviati 16100 kit. La Questura di Modena, il cui dato comprende anche i commissariati di Mirandola, Carpi, Sassuolo, aveva in carico, al 10 settembre 2007, 7771 pratiche. Di queste, 1535 riguardano permessi di soggiorno già consegnati, 1873 sono i permessi pronti per la consegna e già presenti in Questura e 1892 quelli in fase di stampa, per un totale di 5210. Da quando il kit viene spedito dal cittadino a quando la pratica risulta visibile in Questura o ai commissariati trascorrono circa due mesi.

“Il Comune”, ha concluso Francesca Maletti, “si è attivato per richiedere al Ministero competente autorizzazione e finanziamento necessari per realizzare un progetto sperimentale per la gestione diretta delle pratiche. Inoltre, nel Patto per Modena sicura sottoscritto lo scorso luglio è previsto un tavolo prefettizio, al quale partecipano anche dirigenti del Comune di Modena, per lo studio di nuove modalità per la gestione delle pratiche”. Fausto Cigni si è detto soddisfatto della risposta dell’assessore, ma indignato per le complicazioni burocratiche di una legge inadeguata: “bisogna fare in modo”, ha concluso, “che i Comuni ottengano risorse aggiuntive e possano gestire direttamente queste pratiche.