Più treno, a salvaguardia del clima e della qualità della vita

“Più treno, a salvaguardia del clima e della qualità della vita”. Questo, in sintesi, il messaggio lanciato oggi da Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, ad Assisi, durante i lavori del Convegno Internazionale “Clima e Società: cambiamenti interconnessi”.

I vantaggi di un forte rilancio del sistema ferroviario sul clima e sull’ambiente saranno consistenti, se si considera che ogni passeggero che viaggia in treno produce il 76% di gas serra in meno rispetto a chi usa l’aereo e il 66% in meno rispetto a chi viaggia in auto, e l’energia necessaria per un viaggio in treno è inferiore di 1/3 rispetto ad un viaggio in auto e di 1/11 se confrontato con l’aereo.
Gli obiettivi che il Gruppo Ferrovie dello Stato ha fissato nel suo Piano Industriale 2007 – 2011 vanno proprio nella direzione di un riequilibrio modale e sono quindi coerenti a quelli assunti al termine della recente Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici (Roma, 12 – 13 settembre 2007) e a quelli contenuti nelle proposte di intervento predisposte lunedì scorso, 17 settembre, dalla Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera.
Il Piano Industriale di FS punta infatti ad un forte rilancio della modalità ferroviaria e prevede progressivamente di aumentare del 14% i viaggiatori nel traffico a lunga percorrenza, del 34% nel trasporto locale, con punte del 40% nelle grandi aree metropolitane, e del 19% nelle merci.
Questi obiettivi saranno realisticamente raggiungibili partendo dal completamento della rete italiana ad Alta Velocità / Alta Capacità, previsto entro il 2009, da un ammodernamento complessivo della flotta, per il quale sono stati inseriti nel piano 8,9 miliardi di euro di investimenti, e da una continua opera di rinnovamento tecnologico in sicurezza che garantisce già oggi alle FS una posizione di avanguardia nel panorama ferroviario mondiale (Fonte UIC – Union International de Chemin de Fer).
L’obiettivo di sottrarre consistenti quote alla modalità stradale, i cui costi ambientali, energetici e sanitari sono di gran lunga superiori a quelli ferroviari, recherà evidenti benefici all’ecosistema del Paese influendo positivamente sul clima, ma anche sulla qualità complessiva della vita, determinando un decongestionamento del traffico stradale, soprattutto nei centri urbani, una riduzione del consumo energetico e un abbattimento dei costi esterni della mobilità, che pesano sull’intera società (spese mediche per gli incidenti, malattie polmonari, danni all’agricoltura, ore in meno lavorate).

Un ultimo dato significativo per percepire concretamente il contributo del treno a vantaggio di clima e società. Nel decennio 1995 – 2005 il numero dei viaggi in treno è aumentato di 8,4 milioni di passeggeri sulla lunga percorrenza e 55,4 milioni nel trasporto regionale. Se tutti coloro che in questi dieci anni hanno scelto di muoversi in treno avessero usato l’auto privata, oggi le nostre strade, autostrade e città dovrebbero sopportare l’assalto di 37,5 milioni di viaggi in automobile in più rispetto a poco più di un decennio fa. Oltre 102 mila viaggi in auto ogni giorno che immetterebbero quotidianamente nell’atmosfera circa 1.083 tonnellate di CO2 in più.

La media ponderata annua dei viaggiatori che hanno preferito il treno all’auto ha quindi determinato complessivamente un minor rilascio nell’atmosfera, in un decennio, di ben 164 mila tonnellate di CO2.
Nonostante già oggi il treno rappresenti il mezzo di trasporto più rispettoso degli equilibri eco – ambientali, il Gruppo Ferrovie dello Stato è tuttavia impegnato in modo concreto a ridurre ulteriormente le emissioni di gas serra e ad introdurre processi di gestione industriale eco – compatibili. Negli ultimi anni ha già ridotto del 19% le emissioni di gas serra in atmosfera prodotte dalla circolazione dei treni, ben più di quanto stabilito dal Protocollo di Kyoto e in anticipo rispetto alla data fissata dal protocollo stesso (gennaio 2008).

L’arrivo di nuovi rotabili e il miglioramento di alcuni processi industriali hanno infatti determinato una diminuzione nei consumi di energia necessari alla trazione dei treni (-9,5% dal 1996 al 2005), una conseguente riduzione delle emissioni dei gas serra e, per i locomotori diesel, – 92% di anidride solforosa, – 57 % di PM10, – 18% di NOx, un minore utilizzo di acqua nelle attività industriali (dagli 0,19 metri cubi all’ora del 2001 agli 0,16 del 2005) nonché una minore produzione di rifiuti ed un’aumentata capacità di recupero (dagli 0,91 grammi per unità di traffico del 2001 agli 0,77 del 2004, per una riduzione pari a – 15,3%). Il 90% dei rifiuti metallici viene oggi riciclato e circa il 70% degli imballaggi e il 100% degli olii esausti e degli accumulatori al piombo viene conferito ai rispettivi consorzi di recupero.

Anche nella progettazione, costruzione e manutenzione delle infrastrutture ferroviarie sono stati messi in atto gli accorgimenti necessari a minimizzare tutti i tipi di impatto connessi con le sue attività. In questo panorama s’inseriscono, ad esempio, le opere per il contenimento dell’inquinamento acustico, che hanno portato Rete Ferroviaria Italiana a realizzare, tra i primi Gestori di rete europei, mappe acustiche del territorio, anticipando di oltre cinque anni il termine fissato dalle direttive comunitarie. Lo smaltimento, il recupero e la riconversione di materiali tossici sono altre iniziative che hanno permesso importanti collaborazioni, culminate in progetti d’eccellenza, come le attività di monitoraggio dell’Istituto per lo Studio dei Materiali Nanostrutturati del CNR che ha sviluppato un monitoraggio che per organicità, metodologia e numero dei km controllati è il primo esempio di questo genere in una regione europea.

Questa continua opera di controllo e recupero ambientale ha garantito a Rete Ferroviaria Italiana il raggiungimento di un record: è infatti la prima grande azienda italiana a conseguire le 4 certificazioni SINCERT di Qualità, Ambiente, Sicurezza sul lavoro e Sicurezza informatica (UNI EN ISO 9001:2000, UNI EN ISO 14001: 2004, OHSAS 18001:1999 e BS 7799-2:2002).