In provincia di Modena quasi un cantiere edile su tre è irregolare

C’è qualche segno di miglioramento, ma la sicurezza nei cantieri edili continua ad essere scarsa. Si può sintetizzare così il risultato della quarta campagna di controlli condotta dal 10 al 15 settembre dai Servizi di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro e le Unità Operative Impiantistiche Antinfortunistiche delle Aziende USL di Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza.

Sono stati controllati 210 cantieri e nel 43% dei casi le carenze erano tali da comportare grave pericolo per i lavoratori. Situazione leggermente migliore in provincia di Modena dove sono stati controllati 60 cantieri nei quali operavano 121 imprese con 325 addetti complessivi, 70 dei quali lavoratori autonomi. Nei 17 cantieri trovati irregolari sono stati redatti 28 verbali di contravvenzione, corrispondenti a 50 violazioni, e sono state comminate sanzioni per un totale di 147.000 euro.

L’iniziativa si inserisce nella normale vigilanza nei cantieri edili che è una delle attività prioritarie dei Servizi di prevenzione delle Aziende USL che viene svolta nell’arco di tutto l’anno secondo programmi definiti che prevedono nel corso del 2007 il controllo di oltre 2.500 cantieri.
I controlli hanno riguardato i fattori principali di infortunio quali il rischio di caduta dall’alto, i rischi di sprofondamento e di seppellimento negli scavi, i rischi di folgorazione e di lesioni da macchine. La vigilanza è stata inoltre estesa alla approfondita verifica della sicurezza delle gru.
Nelle quattro province sono stati ispezionati 210 cantieri dove operavano 327 imprese con 1.065 addetti complessivi, di cui ben 396 “lavoratori autonomi” (37% degli addetti totali). Il 34% dei ponteggi presentava irregolarità di diversa natura, le protezioni contro la caduta erano inadeguate o totalmente mancanti nel 40% dei lavori sui tetti. Il 16% degli scavi non era protetto contro il rischio di caduta all’interno o franamento delle pareti. Gli impianti elettrici sono risultati irregolari nella misura del 4%. Le macchine da cantiere hanno evidenziato carenze nel 3% dei casi. Le Unità Operative Impiantistiche Antinfortunistiche hanno sottoposto a verifica 74 gru, delle quali due sono risultate irregolari. Nessuna delle gru presentava pericolo di ribaltamento e rischio per le aree esterne ai cantieri. Complessivamente sono stati elevati 115 verbali di contravvenzione, 83% nei confronti delle imprese e 17% nei confronti delle altre figure responsabili. Le violazioni accertate sono state 195 e le sanzioni comminate ammontano a oltre 390.000 euro.
Risulta elevato il rischio di caduta dall’alto a causa della inadeguatezza dei ponteggi o della mancanza dei parapetti pur in presenza di un diffuso adempimento formale di uno specifico piano di montaggio, uso e smontaggio. Si evidenzia invece una sostanziale sicurezza degli impianti elettrici e delle macchine da cantiere (ad esempio: betoniera, sega circolare); le poche irregolarità riscontrate, sono da attribuirsi essenzialmente a carenza di manutenzione durante la vita del cantiere.

E’ confermato il processo di frammentazione e di destrutturazione delle imprese del settore edile e il ricorso sistematico alla catena dei subappalti: il numero medio di dipendenti delle 327 imprese controllate è di soli 2 lavoratori a cui si affianca l’esplosione del fenomeno dei lavoratori autonomi (37% nei cantieri controllati). Molti lavoratori autonomi sono stranieri, con serie difficoltà di comprensione della lingua e nessuna formazione. Al processo di polverizzazione si accompagna l’inosservanza, da parte delle imprese appaltanti, dei doveri di organizzazione direzione e vigilanza, per cui è ormai molto frequente trovare nei cantieri piccole squadre di lavoratori che operano senza direttive e organizzazione.
Nel 15% dei casi è risultata carente l’azione di promozione e controllo da parte dei coordinatori per la sicurezza, figura chiave per l’attività di organizzazione della sicurezza nei cantieri.

Negli anni 2006-2007 nelle quattro campagne di vigilanza intensiva e omogenea nelle province di Area Vasta Emilia Nord sono stati ispezionati circa 900 cantieri. In questi controlli, sembra evidenziarsi una certa tendenza alla riduzione delle principali carenze. Il rischio di caduta dall’alto o di seppellimento negli scavi permane comunque inaccettabile. Principalmente su queste criticità sarà orientata l’attività dei Servizi di Prevenzione delle Aziende USL in piena coerenza con quanto definito dal Piano nazionale triennale per l’Edilizia promosso dal ministero della Salute di concerto con le Regioni e le Province Autonome.
Nell’ambito di queste attività sarà intensificata l’azione di vigilanza e controllo e continueranno le campagne intensive nell’ambito di Area Vasta Emilia Nord. Alla vigilanza si affiancheranno attività di assistenza, supporto e informazione alle imprese e ai lavoratori nonché ai coordinatori della sicurezza volte a promuovere la cultura della prevenzione negli addetti.